Google nuovamente nel mirino ma questa volta ad essere accusata è la sua nuova funzionalità intelligente AI Mode. Con AI Mode l’utente che cerca notizie online riceve una risposta sintetizzata creata dalla ricezione di informazioni online che l’AI unisce, portando così a non avere la necessità di fare click sui siti dei quotidiani online. Questo cambia il modo in cui le persone navigano online: il sistema in modo automatico confronta i contenuti di internet in tempo reale dando una risposta interpretata dall’algoritmo. Può anche seguire il contesto della conversazione, rispondere a domande successive e offrire spiegazioni più articolate. Tali capacità però sono al centro delle discussioni e delle preoccupazioni più recenti: se da un lato rende la ricerca più veloce e comoda dall’altro concentra un grande potere nella piattaforma che decide come sintetizzare le informazioni, quali fonti usare e come presentarle.
Secondo l’Agcom, strumenti di questo tipo potrebbero mettere a rischio il pluralismo informativo riducendo la possibilità per i cittadini di accedere a un’ampia varietà di fonti e di esercitare pienamente il diritto a un’informazione libera e diversificata.
Google però non è rimasto in silenzio. Il responsabile delle relazioni istituzionali Diego Ciulli ha affermato come AI Overview e AI Mode rappresentino semplicemente un’evoluzione naturale del motore di ricerca che si adegua a quelle che sono le nuove tendenze. A suo giudizio queste innovazioni non impediscono il traffico sui quotidiani online ma migliorano il modo in cui le persone trovano risposte. Infine ha sottolineato che è irrealistico pensare che l’AI possa sostituire i giornali.
Attualmente il dibattito rimane aperto e le azioni future dei due protagonisti sono da tenere d’occhio mentre l’Intelligenza Artificiale continua a espandersi rapidamente, scontrandosi però con significative lacune normative che ne ostacolano un utilizzo regolato e rispettoso nei confronti di tutte le parti.
J. S.
Diritto dell’informazione
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