La FRIA è uno strumento necessario per tutelare gli studenti, garantendone la sicurezza, e per rispettare le normative UE: un framework responsabile per l’Intelligenza Artificiale. Dunque, le scuole sono chiamate in prima linea per valutare l’impatto di tali strumenti sui diritti fondamentali e questo documento tecnico-normativo ha un ruolo chiave: permette di identificare i pericoli potenziali causati dall’utilizzo dei sistemi di AI ad alto rischio.
Più precisamente, l’obbligo è previsto dall’art. 27 del Regolamento UE sull’AI per le operazioni che coinvolgono informazioni personali, processi decisionali o automatizzati. Ne sono un esempio le piattaforme di apprendimento adattivo, i software di generazione dei testi e i sistemi di monitoraggio. Tali vincoli entreranno in vigore a partire dal 02/08/2026: è necessario agire in fretta, ma anche farlo con la corretta documentazione alla base.
Ma in cosa consiste nello specifico? La FRIA deve indicare quali strumenti di AI sono utilizzati, chi ne monitora il funzionamento e l’adozione, quali dati vengono trattati e come sono informate le famiglie degli studenti. Ma ancor di più, segna il momento in cui la tecnologia smette di essere intesa come un qualcosa di accessorio e viene posta al centro dell’ambiente di apprendimento.
Gli obiettivi principali che si propone la FRIA sono la prevenzione di forme di discriminazione automatica, la valutazione dell’equità nell’accesso alle tecnologie, la salvaguardia della privacy e dei dati personali e la valorizzazione di ambienti di apprendimento inclusivi. Soprattutto, il punto nevralgico riguarda l’impatto dell’AI sulla dignità, equità e inclusione.
Dunque, vi sono rischi imminenti che necessitano di essere presi in considerazione nell’utilizzare l’AI all’interno del tessuto scolastico: rischi di discriminazione, esclusione, privacy, e legati alla qualità educativa. Con riferimento alla tutela della privacy, le scuole devono prevedere informative aggiornate e dotarsi di una cabina di regia interna con un referente per la transizione digitale (RTD), uno per la protezione dei dati (DPO) e un gruppo di docenti esperti in materia.
La FRIA fa la differenza in un contesto che è sempre più in evoluzione e apre una nuova strada, costruita su criteri di responsabilità, equità e trasparenza.
S.B.
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