L’AI sta rivoluzionando la sfera del benessere e della salute delle persone: è possibile attuare processi di monitoraggio attivi e strategici. Strumenti come gli smartwatch sono in grado di analizzare e interpretare i dati in modo efficiente e, al contempo, sono capaci di fornire valutazioni cliniche.
Ma quanto sono affidabili questi suggerimenti forniti? In questa ondata rivoluzionaria, bisogna considerare che i dispositivi smart spesso forniscono consigli clinici senza avere la certificazione propria dei dispositivi medici. Innanzitutto, in questo caso la scelta della giusta apparecchiatura può fare la differenza: i dispositivi più costosi evidenziano anni di ricerca e di test clinici. Questi diventano parametri fondamentali, da cui è possibile valutare l’attendibilità dell’apparecchiatura.
Quali sono gli scenari potenzialmente pericolosi? Prima di tutto, nel caso in cui uno smartwatch non certificato sbagliasse a segnalare un’anomalia, si verificherebbe il fenomeno della cyberchondria. Questo prevede l’unione delle parole “cyber” e “ipocondria” e fa riferimento alle preoccupazioni dei pazienti che cercano su internet informazioni su sintomatologie comuni: può portare ad un vero e proprio stato di ansia medica. Ma ancor più spaventoso sarebbe lo scenario in cui un dispositivo registrasse un’attività regolare senza rilevare anomalie dannose o, peggio ancora, fatali. In generale, bisogna considerare che le allucinazioni da AI riguardano direttamente anche questi dispositivi: queste possono sommarsi alle derive pericolose e portare a risultati errati.
Inoltre, un rischio particolare da prendere in considerazione riguarda la protezione dei dati utilizzati da dispositivi come gli smartwatch. Questi possono essere protagonisti di fughe di dati o attacchi informatici rischiosi per l’incolumità del soggetto coinvolto. E dunque, chi si troverebbe a rispondere se il sistema di AI sbagliasse? La questione riguarda il tema tanto affrontato della responsabilità: il tutto è stemperato dal fatto che tali dispositivi si collochino nell’ambito “wellness” o “fitness”.
Nell’ondata della trasformazione digitale, occorre educare alla trasparenza e alla sicurezza: solo con un’adeguata cultura in questi termini, sarà possibile limitare i potenziali scenari negativi.
L.V.
Diritto dell’informazione
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