L’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti registra nell’ultimo anno una crescita particolarmente significativa, dall’8,2% del 2024 al 16,4% del 2025. La percentuale è ancora inferiore alla media europea del 20%, ma certamente più vicina rispetto al 2024. Le imprese di maggiori dimensioni registrano una crescita più marcata in termini assoluti dal 32,5% del 2024 al 53,1%, ampliando il divario rispetto alle PMI il cui utilizzo comunque raddoppia, passando dal 7,7% al 15,7%. A crescere in modo più spiccato sono le imprese del Nord-Ovest, che registrano un uso dell’AI del 19,3% rispetto all’8,9% del 2024.
I settori dei servizi postali, delle telecomunicazioni e dell’informatica sono quelli in cui si registra una maggiore varietà degli ambiti aziendali interessati dall’utilizzo delle tecnologie di AI.
A frenare l’adozione dell’AI è soprattutto la mancanza di competenze adeguate: questo accade infatti in quasi il 60% delle aziende che hanno valutato ma poi non realizzato investimenti in questo campo. Nell’ultimo anno il divario legato alle competenze avanzate tra grandi imprese e PMI è addirittura aumentato.
Il 47,3% delle imprese ha valutato ma poi non realizzato investimenti in AI per mancanza di chiarezza sulle conseguenze legali. Altri fattori che frenano l’utilizzo di AI da parte delle imprese sono l’indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari, le preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati, i costi elevati e considerazioni etiche
Nell’ambito delle imprese con almeno dieci addetti che hanno adottato l’AI, l’impiego esclusivo di AI generativa resta residuale, mentre l’uso della sola AI non generativa riflette una maggiore maturità in applicazioni consolidate. Nel complesso, la diffusione dell’AI presenta ancora ampi spazi per una ulteriore crescita: l’83,6% delle imprese non adotta alcuna tecnologia di AI, segnalando un livello di penetrazione ancora molto contenuto
V.L.
Diritto dell’informazione
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