Si tratta di un’ondata rivoluzionaria che vede protagoniste le abitudini digitali degli utenti: sempre di più, il processo di ricerca diventa pigro e non ragionato. Dunque, ciò che cambia è la modalità con cui gli utenti fruiscono dei contenuti online: si sta sviluppando una sorta di inerzia che porta l’audience media a non prestare attenzione a testi più lunghi di un output AI medio.
Ma questa pigrizia a cosa è legata? È come se vi fosse una penetrazione trasversale di AI in ogni ambito della società: questo fa sì che si sviluppi una vera e propria generazione di Sonnambuli Digitali. I numeri parlano chiaro: circa il 70% degli utenti non prosegue la lettura oltre il primo terzo delle risposte di AI Overview. Dunque, vi è un cambiamento che riguarda la percezione stessa dell’informazione.
Il fenomeno più ampiamente diffuso sembra destinato a portare a derive potenzialmente catastrofiche: la morte del web tradizionalmente inteso. Si procederà sempre di più verso l’estinzione del web di oggi, passando dalla navigazione alla conversazione: una svolta senza precedenti che porterà a rendere obsolete le home page.
Ma cosa può succedere con l’arrivo delle single question interface? Senza dubbio, possono presentarsi problematiche di grande portata: ne sono un esempio l’invenzione indiscriminata di informazioni e il riferimento a fonti non affidabili. Ma ancor di più la questione si farà ancora più complessa quando l’AI sbaglierà le risposte sui siti: chi si prenderà la responsabilità di tali errori?
Inoltre, il punto nevralgico della questione è all’interno delle proprie case si potrebbe non essere al sicuro: la posta in gioco è ben più alta. Si tratta di algoritmi capaci di incamerare e rielaborare informazioni sulle nostre attività, senza sapere come e in che modo ciò verrà fatto. Questi sono sempre più improntati a decidere per le persone: una forma di controllo che struttura le radici nell’ambiente più intimo, la casa.
È necessario cercare di mantenere il controllo, senza entrare in un “loop” in cui l’individuo perde la sua centralità.
L.V.
Diritto dell’informazione
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