Per mesi il nome Mythos ha suscitato grande interesse nel mondo dell’Intelligenza Artificiale. Governi, regolatori e agenzie di sicurezza ne seguivano gli sviluppi con attenzione, ma è sempre stato tenuto lontano dal grande pubblico, fino ad ora. Anthropic ha lanciato Claude Fable 5, il primo modello della famiglia Mythos accessibile al pubblico. La vera novità di questo modello non sta solo nella potenza, ma nel modo in cui questa viene gestita.
Fable 5 funziona con una logica a doppio livello. Nella maggior parte delle conversazioni si comporta come un modello di nuova generazione: eccelle nella programmazione, nell’analisi di dati complessi, nell’elaborazione di grandi quantità di informazioni e nelle capacità visive. La società di analytics Hex lo ha definito il primo modello a superare il 90% in test dedicati a compiti analitici lunghi e articolati, con un vantaggio netto rispetto al modello precedente.
La vera novità di questo lancio, tuttavia, non risiede nella potenza di calcolo, ma nella strategia scelta per gestirla. Anthropic ha infatti integrato un meccanismo di controllo che funziona come un limitatore di velocità, basato su una sorta di “doppio cervello”. Quando un utente fa una domanda o invia un comando considerato ad alto rischio, il sistema principale fa un passo indietro e non risponde direttamente.
La conversazione viene deviata in automatico verso Claude Opus 4.8, un modello meno potente progettato per garantire risposte molto più prudenti e conservative. Le aree più sorvegliate sono due: la cybersicurezza, dove il timore è quello di automatizzare attacchi informatici, e la biologia, con il rischio di utilizzi impropri riguardo alle scienze mediche.
Con questo nuovo modello Anthropic dimostra che è possibile spingere l’acceleratore dell’innovazione senza rinunciare a un controllo rigido e automatico sui pericoli del web.
A. C.
Diritto dell’informazione
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