L’azienda stima un risparmio di circa 12,6 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2027, grazie a una riduzione dei costi per gli articoli spediti. Tuttavia, dietro questi numeri si nasconde un impatto sociale ed economico ben più ampio: negli anni Amazon e il suo fondatore, Jeff Bezos, hanno ridisegnato la distribuzione globale colpendo piccoli e medi imprenditori e ignorando i costi sociali e ambientali, mentre ai consumatori è stata offerta la comodità di acquistare qualsiasi cosa senza preoccuparsi delle conseguenze.
Questo modello contrasta con una visione umanistica secondo cui la disoccupazione involontaria è un male sociale e il profitto non dovrebbe essere l’unico obiettivo di un’impresa. Gli economisti, infatti, distinguono tra innovazioni che ampliano le capacità umane e creano nuovi lavori, e innovazioni che sostituiscono i lavoratori senza generare nuove opportunità. L’automazione attuale, tra cui quella di Amazon, rientra spesso nella seconda categoria poiché aumenta i margini aziendali senza arricchire però il tessuto produttivo o la collettività.
Questo fenomeno può essere visto come un vero e proprio deficit di democrazia, in cui le imprese determinano le condizioni di vita e di lavoro delle persone senza alcun controllo da parte della collettività. In questo contesto, la crisi democratica è strettamente legata all’espansione incontrollata del capitalismo tecnologico, che spesso sacrifica sull’altare del profitto la libertà, il lavoro e l’ambiente.
I licenziamenti previsti rappresentano anche una profonda contraddizione politica, perché mentre milioni di lavoratori speravano in una reale protezione occupazionale, l’azienda sceglieva di sostituire la manodopera umana con sistemi automatizzati senza generare nuove opportunità di lavoro. La disoccupazione tecnologica, accelerata dall’Intelligenza Artificiale, si configura come l’ultimo capitolo di un modello economico in cui l’obiettivo principale è massimizzare i profitti e la produttività a scapito dei lavoratori, ignorando ogni principio di responsabilità sociale, ambientale e democratica.
S.B.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















