Gli avvocati sono sempre sotto i riflettori sui social perché la loro professione, per la sua funzione sociale, impone un comportamento di dignità e decoro anche nella vita privata e online, in base al Codice Deontologico Forense. Secondo il Consiglio Nazionale Forense (CNF), l’avvocato deve mantenere dignità e decoro in ogni situazione, comprese le interazioni sui social network.
Negli ultimi anni, il rapporto tra avvocatura e comunicazione digitale si è evoluto in modo rapido e dirompente. Se fino a qualche tempo fa l’idea che un avvocato potesse pubblicizzare la propria attività era vista con sospetto, oggi l’utilizzo dei social network è divenuto una pratica diffusa, in alcuni casi addirittura centrale nella strategia professionale. Tuttavia, questo nuovo scenario ha posto e continua a porre importanti questioni sotto il profilo deontologico, normativo ed etico.
Il Codice Deontologico Forense, aggiornato dal Consiglio Nazionale Forense, dedica in particolare gli articoli 17, 35 e 37 alla regolazione della pubblicità informativa. L’art. 17 stabilisce che l’avvocato può rendere note le informazioni sulla propria attività professionale, ma solo se ciò avviene con modalità trasparenti, veritiere, corrette, non equivoche, non ingannevoli e non comparative. Significativo è l’art. 35, che vieta all’avvocato di dare pubblicità alla propria attività professionale con modalità che possano generare aspettative infondate o creare false rappresentazioni delle proprie capacità o risultati.
La sentenza n.195 del 9 dicembre 2025 dice che, se un legale si esprime in modo scomposto o violento online, mette in dubbio la propria capacità di equilibrio e giudizio, elementi che sono alla base della fiducia che i clienti e i magistrati ripongono in lui. Se il tono utilizzato travalica il rispetto dovuto alle persone e alle istituzioni, il professionista rischia l’apertura di un procedimento disciplinare davanti al Consiglio Distrettuale di Disciplina.
L’uso dei social media non è vietato: il CNF riconosce che l’evoluzione digitale può essere anche uno strumento di apertura e trasparenza. I social possono essere una risorsa importante per l’avvocato: consentono di farsi conoscere e diffondere cultura giuridica. Ma sono anche una trappola, se utilizzati senza consapevolezza delle regole o con l’intento di inseguire popolarità a tutti i costi.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















