La bolla che si è creata legata all’uso dell’AI è un fatto non più trascurabile. Il fenomeno potrebbe andare incontro a un forte “scoppio”: avrebbe conseguenze dirompenti sul resto del mondo e si arriverebbe a un punto di non ritorno.
Da cosa si è originata questa bolla? Si è sviluppata a partire dalla penetrazione degli LLM in tutti gli ambiti della vita: un prodotto inesistente che viene adoperato universalmente. Si tratta di strumenti che sono arrivati ad un livello tale per cui non possono migliorare ulteriormente.
Si fa riferimento a infrastrutture impossibili con alla base investimenti “fantasma”. Ne è un esempio lampante il caso che vede al centro i datacenter: le Big Tech comprano gigawatt di potenza elettrica aggiuntiva che non esistono e non esisteranno per molto tempo. A tal proposito si è addirittura arrivati al punto in cui chi ha il controllo della bolla AI propone di riattivare le vecchie centrali nucleari in disuso. Davanti alla scarsità di queste risorse, non vi è alcuna soluzione: non sussistono possibilità né a livello ingegneristico né finanziario di andare incontro a queste esigenze.
Il punto nevralgico della questione vede al centro il tema dell’economia delle grandi illusioni. Vengono garantite forniture inesistenti e irrealizzabili: i fondi di investimento ne stanno iniziando ad accusare le conseguenze e, sempre di più, il loro entusiasmo va scemando.
Gli scenari futuri sono ancora più spaventosi: inizia a presentarsi l’idea di un’imminente IPO di OpenAI. Questa soluzione permetterebbe alla bolla di AI di drenare grandi quantità di denaro, non da fondi ma da privati. Si tratterebbe di una deriva pericolosissima, che attingerebbe da soldi veri.
La paura di un’esplosione imminente è dietro l’angolo e l’ansia per possibili eccessi è più forte che mai. Tuttavia, data l’incertezza della questione, non è possibile prevedere con precisione le derive future del fenomeno.
L.V.
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