Bullismo e cyberbullismo sono forme di violenza molto diffuse tra i giovani e spesso difficili da contrastare, nonostante le iniziative intraprese per sensibilizzare su questi fenomeni. Ma cosa vuol dire bullismo e cyberbullismo? La legge n. 70/2024 (che amplia la legge n. 71/2017) definisce il bullismo come forma di violenza avente una dimensione fisica, ossia confinata in un determinato spazio e tempo; mentre con cyberbullismo ci si riferisce a «qualunque forma di violenza in danno di minorenni, realizzata per via telematica» senza alcun limite spazio-temporale. Nel caso del cyberbullismo, tutti possono avere accesso a messaggi, immagini derisorie, rendendo l’offesa immediata e continua.
L’Istat ha pubblicato nel maggio 2025 una ricerca incentrata sul Rapporto Bullismo e Cyberbullismo nei rapporti tra i ragazzi. Il campione preso in esame sono i ragazzi e le ragazze residenti in Italia con un’età compresa dagli 11 e ai 19 anni. I dati raccolti dimostrano come Il 68,5% dei giovani dichiara di essere stato vittima, almeno una volta, di comportamenti offensivi, irrispettosi o violenti, sia online che offline. Nel dettaglio, il 21% riferisce di subire episodi di bullismo più volte al mese, mentre l’8% afferma di essere vittima di cyberbullismo più di una volta alla settimana.
Chi sono i soggetti più colpiti? I ragazzi e le ragazze tra gli 11 e i 13 anni sono maggiormente colpiti da queste forme di violenze. Inoltre, assumendo la prospettiva del “genere”, sono i maschi a subire forme di bullismo più comuni (offese e insulti) aggressive e dirette, mentre le ragazze sono vittime più frequenti di comportamenti di isolamento e meno espliciti, a cui si aggiungono fenomeni di body shaming e revenge porn.
Quali sono le cause principali? L’uso spropositato e privo di consapevolezza dei dispositivi digitali fin dall’età pre adolescenziale; le manosphere, ossia ambienti digitali in cui dominano stereotipi sessisti e patriarcali; gli aspetti che costituiscono l’identità della persona, come etnia e nazionalità. Questi fattori incidono fortemente in queste dinamiche di odio interpersonale ,e nonostante siano presenti normative che le disciplinano, la loro efficacia è insufficiente per la mancanza di risorse economiche e operative.
C.Z.
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