Il cyberbullismo si concentra quasi sempre su due figure: la vittima e il bullo. Ma esiste un terzo protagonista, spesso invisibile e numericamente molto più grande: chi guarda. Spesso basta andare sotto i post di quotidiani online per leggere commenti sprezzanti e privi di sensibilità verso i protagonisti dei fatti. Ci si sta abituando alla cattiveria online tanto da alimentare una preoccupante apatia che solleva tutti da una responsabilità comune: aiutare il prossimo.
Chi assiste senza intervenire si mette sullo stesso piano di chi mette in atto la violenza verbale, lasciando il ruolo di spettatore passivo. Nel mondo digitale ogni contenuto ha dei lettori, ma un insulto senza reazione resta un messaggio isolato. Quando un insulto riceve like e commenti diventa abuso e maltrattamento di gruppo. Il cyberbullismo non è quindi solo un atto individuale ma un fenomeno collettivo che senza pubblico perde forza e con il pubblico si moltiplica.
Perché così tante persone pur guardando atti persecutori online restano in silenzio o fomentano l’ondata di odio con una semplicità a “suon di click”? Le risposte che seguono derivano da analisi psicologiche e culturali che partono da un assunto di base: l’identità in rete nasconde il peso della presenza sociale. Quando molte persone assistono a situazioni problematiche online ma non ne sono gli interlocutori si sentono automaticamente esterni a discussioni o offese soprattutto sui social dove si instaurano relazioni superficiali e i numeri sono elevati. Inoltre, difendere una presunta vittima significa esporsi e darsi in pasto agli stessi carnefici di quest’ultima, perdendo il consenso della massa. Diversi studi sulle piattaforme digitali mostrano come nei casi di cyberbullismo se la vittima riceve commenti che la difendono questi riducono l’intensità degli attacchi. Ciò dimostra che l’arma più potente è l’iniziativa.
La sfida che ci si trova ad affrontare nel panorama odierno non è solo insegnare a non bullizzare ma anche non essere complici.
J. S.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!
▶️ https://dirittodellinformazione.it/chi-siamo/

















