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Home Cybersecurity

CASO META: PREDATORI ONLINE E CONTROLLI INSUFFICIENTI, SCATTA LA MAXI MULTA

Una giuria del New Mexico ha condannato Meta a 375 milioni di dollari per gravi falle nella protezione dei minori su Facebook e Instagram. Il procuratore Raúl Torrez punta ora a imporre cambiamenti strutturali alle piattaforme

by Redazione
26 Marzo 2026
in Cybersecurity, Social, Tutela dei minori
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CASO META: PREDATORI ONLINE E CONTROLLI INSUFFICIENTI, SCATTA LA MAXI MULTA
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Dopo un processo di quasi sette mesi, una giuria dello Stato del New Mexico ha emanato un provvedimento senza precedenti contro Meta: una multa del valore di 375 milioni di dollari per aver imbrogliato gli utenti sulla sicurezza dei propri servizi, permettendo a predatori sessuali e delinquenti di navigare indisturbati sui portali, importunando i minorenni. 

La vicenda ha preso il via nel 2023, da un’inchiesta segretamente condotta dal procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez. Alcuni agenti statali, dopo aver creato profili falsi di ragazzi di età inferiore ai 14 anni, sono stati abbordati con contenuti ad argomento sessualmente esplicito da adulti malintenzionati. In questa occasione erano state arrestate tre persone. 

I documenti portati dall’accusa hanno dimostrato che i dirigenti di Meta erano consapevoli della falla presente nella rete di sicurezza delle piattaforme, senza voler porre rimedio, inserendo strumenti più efficaci di verifica dell’età.

In risposta, Meta ha dichiarato la sua intenzione di voler impugnare la sentenza. Un rappresentante della società ha inoltre affermato che gli addetti dell’azienda lavorano in continuazione per rimuovere contenuti nocivi e che la giuria ha fatto riferimento solo ad una parte di documenti, senza prestare attenzione a tutte le misure di protezione già presenti. Per di più i legali della Bich Tech hanno tentato di invocare la protezione della Sezione 230, ma senza trovare un riscontro positivo da parte del giudice, che ha permesso che il procedimento proseguisse. 

Questo episodio segna un punto di svolta nel panorama giudiziario statunitense: è la prima volta infatti che una sentenza di questo genere viene emanata a carico di un’azienda del calibro di Meta, che fino ad ora aveva goduto (insieme alle altre) di un’immunità quasi totale riguardo alle attività “proibite” sui propri canali. 

Tuttavia, nonostante la vittoria di questa battaglia, la guerra non è finita. A maggio 2026 è prevista la seconda fase del processo, senza la giuria. Dopo aver dimostrato che Meta ha creato una situazione di pericolo generale, l’obiettivo del procuratore è quello di obbligare l’azienda a modificare l’impianto strutturale di Facebook e Instagram, introducendo sistemi di verifica dell’età più rigorosi e tutelando maggiormente gli account dei minori.                           

Ci riuscirà? Al momento non abbiamo risposte definitive, sarà il tempo a dircelo…

 

L. P.


Diritto dell’informazione

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Tags: CybersecuritySocialtutela dei minori
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