martedì, 11 Agosto, 2026
Diritto Dell'informazione - Portale di Informazione
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • Diritti in Rete
    • Libertà d’informazione
    • Fake news
    • Pluralismo e concorrenza
    • Privacy
    • Diffamazione
    • Copyright
    • Tutela dei minori
  • AI
    • Normativa AI
    • Soluzioni AI
    • Etica AI
  • Pubblico e privato
    • Cittadini
    • Cronaca
    • Imprese
    • Enti pubblici
    • Scuola e università
    • Associazioni e movimenti
    • Authority
    • Ordini professionali
    • Fondazioni
    • Cybersecurity
  • Rubriche
    • L’angolo di Ruben Razzante
    • Tecnologie
    • Libri
  • Innovazione
    • Sostenibilità
    • Blockchain
  • YouTube
  • interviste
  • Ultim’ora
Morning News
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Informazioni sul Covid

Col Coronavirus tecnologie obbligate ma l’Italia non è pronta

by Redazione
11 Marzo 2020
in Informazioni sul Covid, Tecnologie
0 0
0
Col Coronavirus tecnologie obbligate ma l’Italia non è pronta
0
CONDIVIDI
FacebookShare on TwitterLinkedinWhatsappEmail

Il prolungarsi dell’emergenza Coronavirus, oltre che mettere a dura prova il sistema economico, sta imponendo l’impiego massiccio di tecnologie nel mondo del lavoro. Lo smart working e l’e-learning si stanno diffondendo notevolmente, contribuendo a cambiare le abitudini di milioni di italiani. Le intenzioni di chi sta al governo sarebbero nobilissime, cioè estendere queste nuove modalità di svolgimento delle attività professionali e di fruizione di contenuti formativi al maggior numero di persone, al fine di ridurre la mobilità e, in questa fase storica, i rischi di contagio. Ma tali buoni propositi si scontrano con una atroce realtà, quella del ritardo infrastrutturale e culturale italiano. Il digital divide mette fuori gioco rispetto a questo processo di digitalizzazione almeno un terzo della popolazione, assolutamente non in grado di trasferirsi nell’ambiente virtuale per svolgere le proprie mansioni professionali e fruire dei servizi pubblici essenziali.

Ma vediamo cosa sta accadendo in queste settimane in Italia. Il Coronavirus ha portato a un incremento esponenziale dello smart working (lavoro agile). Il decreto legge n.6 del 23 febbraio scorso, contenente Misure urgenti sul coronavirus, autorizza le imprese ad applicare fino al 15 marzo questa modalità di lavoro da remoto, aggirando temporaneamente la legge n.81 del 2017, che prevede tempi più lunghi e accordi individuali tra azienda e lavoratore. I più recenti decreti, l’ultimo è quello di mercoledì 4 marzo, hanno confermato tale deroga fino al superamento definitivo dell’emergenza.

Prima dell’emergenza, stando alle cifre dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, in Italia già operava in smart working il 58% delle grandi imprese, per un numero complessivo di 570.000 lavoratori. Tra il 2018 e il 2019 c’è stato un incremento del 20%, che ha riguardato anche le pubbliche amministrazioni.

Quando si lavora a distanza, senza obbligo di presenza in ufficio, c’è maggiore flessibilità, contano i risultati anziché le ore passate alla scrivania, si decongestiona il traffico (si riduce anche lo smog), i mezzi pubblici non sono presi d’assalto e la qualità della vita dei lavoratori cresce, perché l’attività professionale si concilia maggiormente con la vita privata.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Lo smart working rende più arduo il coordinamento tra lavoratori, che invece risulta più agevole quando si è tutti nello stesso ambiente fisico, e questo rischia di incidere anche negativamente sulla produttività. Inoltre, l’accesso ai dati aziendali da remoto fa crescere enormemente i pericoli per la sicurezza, con furti di informazioni e esose richieste di riscatto, e la necessità di potenziare gli strumenti tecnologici e assicurativi a protezione dei sistemi operativi.

Fabiana Dadone, Ministra della pubblica amministrazione, ha firmato qualche giorno fa la circolare per rendere il lavoro agile strutturale negli uffici pubblici, che fornisce alcuni chiarimenti sulle modalità di implementazione delle misure normative e sugli strumenti da utilizzare. La ministra ritiene, infatti, che la progressiva digitalizzazione della società, le sfide derivanti dai cambiamenti sociali e demografici o le situazioni emergenziali come quella che stiamo vivendo rendano necessario ripensare le modalità di svolgimento del lavoro anche in termini di elasticità e flessibilità. Tuttavia è lei stessa a frenare e a rendersi conto dell’inadeguatezza del quadro tecnologico pubblico. Infatti ha dichiarato che <a fronte dell’indisponibilità o insufficienza di dotazione informatica da parte dell’amministrazione, garantendo adeguati livelli di sicurezza e protezione della rete, le amministrazioni pubbliche potranno ricorrere a modalità flessibili di lavoro anche nei casi in cui il dipendente si renda disponibile a utilizzare propri dispositivi>. C’è dunque, come detto, la volontà di sgravare lo smart working degli oneri burocratici previsti dalle leggi, al fine di implementarlo fino alla fine dell’attuale emergenza. Ma le infrastrutture di Rete saranno all’altezza di questa sfida?.

Il discorso è estensibile all’e-learning. Nei giorni scorsi, alcuni studenti si sono laureati discutendo le loro tesi su Skype o in videoconferenza. Google,rispondendo all’appello del Ministero dell’Istruzione, ha messo a disposizione delle scuole italiane, gratuitamente, la “G-Suite for Education”, che rende possibile assistere alle lezioni in modalità e-learning, grazie alla sua piattaforma per la scuola a distanza che comprende Gmail, Drive, Calendar, Documenti, Fogli, Presentazioni, Moduli, oltre a Hangouts Meet e Classroom. Gli applicativi di collaborazione per le comunicazioni via chat e in videoconferenza possono essere utilizzati anche off line ma, per attivare la condivisione delle modifiche, necessitano di una connessione a internet. Tutti gli atenei si stanno adoperando per mettere a disposizione dei loro studenti moduli formativi fruibili da remoto, o con videoregistrazioni o con lo strumento dello streaming.

Ma per rendere efficienti smart working e e-learning, il sistema produttivo, composto da aziende pubbliche e private, deve dotarsi rapidamente di innovative infrastrutture tecnologiche abilitanti, reti e tecnologie di nuova generazione,che consentano questo cambio di rotta sulle modalità di lavoro, compensando il ritardo nel quale ci troviamo. Investimenti massicci dovrebbero quindi essere previsti anche per queste voci così decisive per il futuro del Paese, ma nessuno in queste ore concitate ne sta parlando.

Infine, l’e-voting. Davide Casaleggio, per il referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari, di cui proprio ieri è stato deciso il rinvio, ha proposto utopisticamente di <testare il voto on line, nei Comuni dove non sarà possibile recarsi ai seggi> (nel caso specifico, quelli della “zona rossa”, n.d.r.). A meno di un mese dal voto sarebbe stato evidentemente impossibile introdurre il voto elettronico in modo massiccio nel nostro Paese. Ben difficilmente si sarebbe potuto garantire il diritto di voto disciplinato dall’art.48 della Costituzione, fondato sull’anonimato, la libertà e la segretezza, requisiti difficilmente verificabili con l’e-voting, sistema sempre a rischio manipolazioni.

Le tecnologie, quindi, possono rivelarsi moltiplicatrici dello sviluppo di una nazione, a patto che le dotazioni infrastrutturali e la cultura digitale siano all’altezza. E in Italia, come documentano tutte le principali statistiche europee e internazionali, non lo sono.

 

Tags: Corte CostituzionaleDecreto legge n.6 del 23 febbraioDigital divideE-learningFabiana DadoneMinistra della pubblica amministrazioneOsservatorio del Politecnico di MilanoSmart working
Plugin Install : Subscribe Push Notification need OneSignal plugin to be installed.

Articoli Correlati - Articolo

CONSUMI DIGITALI SOTTO L’OMBRELLONE: COME MUTANO LE ABITUDINI SUI SOCIAL NETWORK IN ESTATE
Estate

CONSUMI DIGITALI SOTTO L’OMBRELLONE: COME MUTANO LE ABITUDINI SUI SOCIAL NETWORK IN ESTATE

29 Luglio 2026
BEAUTY TECH E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA NUOVA ERA DELLA COSMETICA
Ai

BEAUTY TECH E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA NUOVA ERA DELLA COSMETICA

14 Luglio 2026
MOBILE GENDER GAP: LA DISUGUAGLIANZA DIGITALE CHE ISOLA 810 MILIONI DI DONNE
Gender gap

MOBILE GENDER GAP: LA DISUGUAGLIANZA DIGITALE CHE ISOLA 810 MILIONI DI DONNE

10 Luglio 2026
L’HARDWARE DI OPENAI PRENDE FORMA: IL RESPONSABILE DI VISION PRO PASSA A CHATGPT
Ai

L’HARDWARE DI OPENAI PRENDE FORMA: IL RESPONSABILE DI VISION PRO PASSA A CHATGPT

7 Luglio 2026
LA RISERVA DI UMANITÀ: IL DIRITTO DI NON AVERE UN ALGORITMO COME CAPO
Ai

LA RISERVA DI UMANITÀ: IL DIRITTO DI NON AVERE UN ALGORITMO COME CAPO

1 Luglio 2026
L’ENERGIA DEL FUTURO NASCE DALL’INNOVAZIONE: LA SCOMMESSA DI ENI NEXT
Ai

L’ENERGIA DEL FUTURO NASCE DALL’INNOVAZIONE: LA SCOMMESSA DI ENI NEXT

26 Giugno 2026

PORTALE SVILUPPATO DA

MyWebSolutions Web Agency

Categorie Articoli

News Popolari

È REATO PUBBLICARE FOTO DI MINORI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI?

È REATO PUBBLICARE FOTO DI MINORI SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI?

27 Dicembre 2022
CHI SONO E COSA FANNO GLI INFLUENCER

CHI SONO E COSA FANNO GLI INFLUENCER

29 Novembre 2021
WHATSAPP, E-MAIL E SMS HANNO VALORE DI PROVA LEGALE

WHATSAPP, E-MAIL E SMS HANNO VALORE DI PROVA LEGALE

25 Gennaio 2023
Tutela del diritto d’autore e download di giornali e notizie

Tutela del diritto d’autore e download di giornali e notizie

17 Aprile 2020
DIFFAMAZIONE, INGIURIA E SOCIAL NETWORK

CHAT DI GRUPPO SU WHATSAPP E DIFFAMAZIONE, LA NUOVA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

10 Gennaio 2023

In rilievo

SOTTRARRE FONDI DALL’HOME BANKING IMPLICA L’AGGRAVANTE DEL FURTO D’IDENTITA’ DIGITALE

SOTTRARRE FONDI DALL’HOME BANKING IMPLICA L’AGGRAVANTE DEL FURTO D’IDENTITA’ DIGITALE

15 Aprile 2024
DOPPIO PROFILO SULLO STESSO SMARTPHONE: COME GESTIRE DUE ACCOUNT WHATSAPP SENZA COMPLICAZIONI

DOPPIO PROFILO SULLO STESSO SMARTPHONE: COME GESTIRE DUE ACCOUNT WHATSAPP SENZA COMPLICAZIONI

30 Luglio 2026
REGIONE MARCHE, AL VIA IL BANDO DA 2 MILIONI PER IL RECUPERO DI FABBRICATI ARTIGIANALI E INDUSTRIALI DISMESSI

REGIONE MARCHE, AL VIA IL BANDO DA 2 MILIONI PER IL RECUPERO DI FABBRICATI ARTIGIANALI E INDUSTRIALI DISMESSI

25 Ottobre 2021
UN NUOVO CICLO PER IL DIGITALE IN ITALIA

UN NUOVO CICLO PER IL DIGITALE IN ITALIA

4 Luglio 2023
ACQUISTA ORAACQUISTA ORAACQUISTA ORA

RR Consulting

E-mail: redazione.dirittodellin
formazione@gmail.com

Condividi sui Social

Ultimi articoli pubblicati

  • BUONE VACANZE AI NOSTRI AFFEZIONATI LETTORI! 31 Luglio 2026
  • SICUREZZA STRADALE E MONITORAGGIO ALGORITMICO: SULLA FI-PI-LI PARTE IL TEST DELLE TELECAMERE INTELLIGENTI 30 Luglio 2026
  • DOPPIO PROFILO SULLO STESSO SMARTPHONE: COME GESTIRE DUE ACCOUNT WHATSAPP SENZA COMPLICAZIONI 30 Luglio 2026

Categorie articoli

Cerca articolo per mese…

Cerca articolo per nome…

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Calendario Pubblicazioni

Agosto 2026
L M M G V S D
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
« Lug    
  • Privacy policy
  • Cookie Policy

© 2019 Diritto dell'informazione - P.IVA:06530190963 - Created by MyWebSolutions - Web Agency

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Home
  • Chi siamo
  • Dicono di noi
  • Authority
  • Deontologia dei giornalisti
  • Diffamazione
  • Diritto all’oblio
  • Fake news
  • Libertà d’informazione
  • Eventi
  • Tutela dei minori
  • Copyright
  • Privacy
    • Cittadini
    • Imprese

© 2019 Diritto dell'informazione - P.IVA:06530190963 - Created by MyWebSolutions - Web Agency

Area riservata ai relatori - Accedi al tuo account inserendo il tuo nome utente e la tua password...

Password dimenticata?

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Entra

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo e-mail per reimpostare la password.

Entra