L’AI raccoglie una grande mole di dati e può identificare correttamente una tecnica di neutralizzazione o un sentimento negativo ma resta incapace di sostituire la figura del profiler nella decodifica delle sfumature comportamentali più complesse, in quanto la profondità relazionale e la componente empatica diventano variabili decisive per l’attribuzione di responsabilità e la comprensione del movente. L’empatia è uno strumento analitico che permette di ricostruire il processo decisionale del reo. L’AI simula empatia tramite modelli linguistici, ma opera comunque statisticamente.
L’AI può riconoscere pattern emotivi e tecniche di neutralizzazione, senza coglierne però implicazioni morali, politiche e culturali.
L’Open Source Intelligence (OSINT) è un sistema passato dal semplice monitoraggio di fonti aperte a una disciplina tecnicamente complessa basata sulla fusione di intelligence multimodale. L’integrazione dell’AI con questo sistema permette connessioni nascoste tra profili apparentemente non correlati e rilevando anomalie comportamentali in tempo reale.
Un workflow moderno di OSINT potenziato dall’AI segue una struttura rigorosa in sei fasi: definizione degli obiettivi; identificazione delle fonti; raccolta automatizzata; elaborazione e correlazione; analisi predittiva; reporting e documentazione. Uno degli aspetti più avanzati della profilazione ibrida riguarda l’uso del Natural Language Processing per identificare le razionalizzazioni psicologiche usate dai criminali.
Tuttavia, l’intervento umano resta critico per distinguere tra una razionalizzazione genuina e una manipolazione intenzionale volta a ingannare investigatori o giudici. L’integrazione dei modelli integrati con AI consente al profiler di costruire un ritratto psicologico dinamico dell’attore di minaccia, includendo resilienza morale e probabilità di recidiva.
L’implementazione dell’AI nella giustizia penale deve affrontare però questioni deontologiche cruciali. Il rischio di bias di automazione è reale e documentato.
L’integrazione tra AI e OSINT è ormai fondamentale per la criminologia investigativa moderna, anche se questa simbiosi deve essere guidata da una bussola etica, professionale. L’AI può analizzare i dati con precisione, ma solo la mente umana può leggere emozioni e intenzioni per arrivare alla giustizia.
V.L.
Diritto dell’informazione
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