In alcune carceri è stato adottato ZeroMail, un servizio digitale ideato per consentire alle persone detenute di inviare e ricevere lettere tramite posta elettronica, offrendo così una modalità di comunicazione più rapida ed economica rispetto alla corrispondenza cartacea tradizionale.
La legge sull’ordinamento penitenziario prevede solo dieci minuti di telefonata a settimana per le persone detenute, da effettuarsi spesso con vecchi telefoni a gettoni attaccati al muro. Per quanto le corrispondenze scritte, ognuna di queste passa per la cosiddetta “domandina”, ma il meccanismo è lento: la lettera del detenuto esce dalla sua cella e passa di mano in mano tra i diversi gradi della polizia penitenziaria fino ad arrivare ai controlli finali. Quando finalmente il testo esce dal carcere e arriva nella cassetta delle lettere dei destinatari, lo stesso iter burocratico a ostacoli si ripete al contrario. La corrispondenza dura così settimane, causando apatia e frustrazione nel detenuto.
ZeroMail è nato del carcere milanese di Bollate. Il suo meccanismo, strutturato in modo da rispettare le regole penitenziarie italiane che non consentono ai detenuti l’accesso diretto a Internet, prevede che il detenuto scrive su un foglio di carta la sua lettera, dove al posto dell’indirizzo di casa del destinatario segnerà la sua casella email. Il foglio viene raccolto dal personale incaricato in carcere, scansionato e trasformato in un’email vera e propria.
ZeroMail prevede una serie di pacchetti abbonamento che vanno dai 12 euro mensili per 30 fogli mail ai 75 euro mensili per 250 fogli mail. Oggi il progetto è attivo in otto istituti penitenziari e ha anche come obiettivo offrire un lavoro retribuito che può poi essere speso all’esterno una volta scontata la pena.
Nel settembre 2025 il servizio di ZeroMail è stato modernizzato grazie al sostegno della Fondazione Laura e Alberto Genovese- fondazione che offre supporto a persone e famiglie che affrontano la tossicodipendenza- e questo permette di fornire gratuitamente ai singoli istituti l’intera infrastruttura tecnologica e il software di gestione.
ZeroMail è un progetto in espansione e che sta offrendo anche lavoro ad alcune persone recluse, così da dare un senso a quel fine rieducativo della pena scritto in Costituzione e troppo spesso ignorato.
V.L.
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