L’Unione Europea rafforza la protezione dei cittadini nell’ambiente digitale attraverso una strategia che punta su due fronti: maggiori responsabilità per le piattaforme e nuovi strumenti di tutela per gli utenti. Al centro di questo cambiamento c’è il Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo applicabile in Italia dal 17 febbraio 2024, nato per ridurre i rischi della rete e aumentare la sicurezza online, soprattutto per i minori.
Una delle principali novità riguarda il diritto dei cittadini di rivolgersi ai giudici nazionali per ottenere un risarcimento in caso di danni causati dalla violazione degli obblighi previsti dal regolamento. L’art. 54 del DSA introduce quindi una nuova forma di tutela diretta nei confronti delle piattaforme. Resta però necessario dimostrare il legame tra il comportamento del servizio digitale e il danno subìto.
Il Digital Services Act prevede obblighi più severi per i motori di ricerca e per le piattaforme con oltre 45 milioni di utenti attivi nell’Unione Europea. L’art. 34 impone a questi operatori di valutare i rischi sistemici dei propri servizi e di adottare misure per limitare la diffusione di contenuti illegali o dannosi per i diritti fondamentali. Accanto alla tutela giudiziaria, il regolamento mette a disposizione strumenti più rapidi e accessibili. Attraverso l’art. 53, i cittadini possono presentare gratuitamente reclami al coordinatore nazionale dei servizi digitali, che in Italia è l’Agcom. Il sistema è già operativo: da gennaio 2025 sono venti le segnalazioni ricevute dall’autorità italiana per la tutela dei minori online.
Il nuovo quadro europeo segna così un cambio di paradigma: la sicurezza digitale non è più affidata soltanto alla responsabilità delle piattaforme, ma diventa un ambito in cui cittadini, autorità e istituzioni possono esercitare nuovi strumenti di controllo e intervento.
A.C.
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