Un’analisi recente dell’Ufficio Studi di Confcommercio, condotta sugli ultimi trent’anni, ha mostrato come la spesa delle famiglie italiane per le tecnologie sia aumentata del 3000%, una crescita molto più elevata rispetto ad altri beni di consumo. L’acquisto di smartphone e di altri dispositivi digitali, infatti, si accompagna sempre più spesso a quei consumi legati al tempo libero, soprattutto in ambito culturale e ricreativo. Negli ultimi decenni si è assistito da un lato a un vero e proprio boom delle tecnologie e delle attività di intrattenimento, dall’altro a una contrazione della spesa per gli alimentari e l’energia.
Nonostante ciò, l’Italia presenta ancora diverse criticità sul fronte digitale. Il fenomeno del “digital divide” rimane evidente, come hanno confermato i dati del Report Istat “Cittadini e ICT” del 2024. Infatti, l’86,2% delle famiglie dispone di una connessione Internet domestica, in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, nelle famiglie composte esclusivamente da over 65, la percentuale scende a poco più del 60%.
A questo si aggiunge un divario di tipo territoriale, ovvero l’utilizzo di Internet è molto più diffuso al Nord rispetto al Sud. In particolare, le regioni più connesse risultano essere il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, mentre la Sicilia, il Molise e la Basilicata registrano le percentuali più basse.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la percezione economica delle famiglie italiane. Secondo Confcommercio, gli italiani tendono a sottovalutare il proprio reddito reale, più di quanto non facciano gli altri cittadini europei. Questa visione pessimistica porta a una propensione al consumo inferiore rispetto alle reali possibilità economiche. Tuttavia, si ipotizza che nei prossimi mesi possa verificarsi un miglioramento in termini di fiducia, grazie a una percezione più equilibrata del reddito disponibile e a un’inflazione stabile o in calo.
S.C.

















