Un’edizione simbolica e partecipata, che ha confermato FIGiLo come appuntamento di riferimento per giornalisti, mondo accademico, studenti, comunicatori e operatori dell’informazione.
Il Festival si è svolto principalmente presso l’Hotel Bellavista Club di Gallipoli, storica struttura del gruppo Caroli Hotels, con una significativa sessione ospitata a Lecce, presso l’Università del Salento, rafforzando il dialogo tra formazione universitaria e professione giornalistica.
Ad aprire ufficialmente i lavori, nella mattinata del 22 gennaio, sono stati Carlo Bartoli, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e Maurizio Marangelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, sottolineando il ruolo centrale dell’informazione locale nel rafforzamento della democrazia e della partecipazione civica.
FIGiLo 2026 si è svolto con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, della Provincia di Lecce, del Comune di Gallipoli, dell’Associazione Nazionale Stampa Online (Anso), della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce e dell’Università del Salento, confermandosi un progetto corale e radicato nel territorio.
Elemento qualificante di questa edizione è stata la nomina del Professor Ruben Razzante a Direttore scientifico del Festival. Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, Razzante è tra i massimi esperti italiani di deontologia giornalistica. Una scelta che ha rafforzato l’identità di FIGiLo come spazio di rigore, qualità ed etica professionale.
“Abbiamo onorato al meglio la ricorrenza del decennale – ha dichiarato Razzante –. Il programma intenso di corsi di formazione e dibattiti aperti al pubblico ha permesso di affrontare tutti i temi cruciali della professione, con un’attenzione speciale alla deontologia e alla valorizzazione dei territori”.
Particolarmente significativo il momento conclusivo del Festival con la testimonianza dell’inviata di guerra Rai Stefania Battistini, definita dallo stesso Razzante “una pietra miliare del decennale di FIGiLo” (cosi’ come fu megli anni passati l’incontro con Roberta Bruzzone e il confronto su TAP), grazie a un’intervista intensa e di alto profilo curata da Katia Golini (Gazzetta di Parma).
Uno dei punti di forza di FIGiLo 2026 è stato il forte legame con il mondo universitario. Venerdì 23 gennaio, presso l’Aula B dell’Edificio Valli dell’Università del Salento, si sono svolte sessioni dedicate alla formazione accademica e al ruolo dell’università nella professione giornalistica.
Come ha sottolineato Maria Vittoria Dell’Anna, Presidente dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione e in Comunicazione, Media Digitali e Giornalismo di Unisalento, “la presenza dei docenti nel programma e nel rinnovato Comitato scientifico consolida un dialogo avviato da anni e richiama l’importanza della formazione universitaria per un giornalismo di qualità”.
Il Comitato scientifico di FIGiLo, presieduto da Ruben Razzante, ha visto la partecipazione di figure di primo piano del mondo accademico e giornalistico: Maria Vittoria Dell’Anna, Stefano Cristante, Luigi Spedicato, Adelmo Gaetani, Fernando D’Aprile, ideatore del Festival, e Attilio Caputo, Direttore generale di Caroli Hotels.
Tra i temi affrontati durante il Festival: le novità del Codice deontologico dei giornalisti, il racconto responsabile di suicidi e atti autolesionistici, i limiti del giornalismo d’inchiesta, il valore della cronaca locale, il rapporto tra giornalisti, comunicatori e influencer, la deontologia dell’inviato di guerra, il giornalismo partecipativo e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella comunicazione.
Gli incontri, tutti accreditati dall’Ordine dei Giornalisti (per un totale di 29 crediti formativi), hanno coinvolto personalità di rilievo nazionale, tra cui Valentina Di Mattei, Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone, Marina Castellaneta, Pietro Senaldi, Marco Giovannelli, Rosario Tornesello, Mimmo Mazza, Jacopo Ierussi, Marco Magheri, Gianfranco Lattante, oltre alla già citata Stefania Battistini.
FIGiLo nasce dall’intuizione di Fernando D’Aprile e Attilio Caputo, che in dieci anni hanno costruito un festival capace di intercettare i profondi cambiamenti del giornalismo, mantenendo un forte radicamento nel Salento e uno sguardo sempre più attento alle dinamiche nazionali e internazionali.
“L’informazione locale – ha ricordato D’Aprile – è oggi la risposta più efficace alla crisi dell’editoria tradizionale, perché costruisce identità comunitaria e socializzazione della conoscenza. In un ecosistema digitale dominato dalla disinformazione, solo un giornalismo rigoroso, etico e vicino ai lettori può garantire qualità e credibilità”.
La decima edizione di FIGiLo si chiude dunque come un’edizione-milestone, che guarda con lucidità alle sfide dell’intelligenza artificiale, delle nuove grammatiche digitali e delle piattaforme ibride, ponendo al centro etica, formazione e territori. Un festival che cresce insieme alla comunità e che guarda già alle prossime edizioni, promettendo nuove aperture, nuove collaborazioni e un coinvolgimento ancora più ampio di università, scuole e cittadinanza attiva.
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