Firenze si pone all’avanguardia nel contrasto alle nuove patologie del millennio inaugurando il primo centro in Italia dedicato esclusivamente all’abuso dei social network. Il progetto, denominato “Discover”, è frutto di una sinergia tra il Comune di Firenze, l’Usl Toscana centro e la cooperativa Rete Sviluppo. L’iniziativa ha tratto ispirazione da una testimonianza emblematica raccolta nelle scuole: quella di uno studente che ha ammesso di aver trascorso un’intera domenica pomeriggio a “scrollare” video su TikTok, accorgendosi del tempo passato solo quando è stato chiamato per la cena. Questa confessione ha spinto le istituzioni a creare un punto di riferimento per intercettare casi di iperconnessione, isolamento e conflitti familiari sempre più precoci.
La sede del centro ha un valore altamente simbolico, essendo situata all’interno della biblioteca Chiarugi negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi. Il percorso proposto non segue un approccio clinico-medico, bensì educativo e di prevenzione, rivolgendosi a una fascia d’età compresa tra i 10 e i 25 anni. All’interno della struttura verrà allestito uno spazio “no-tech” dove l’ingresso agli smartphone sarà rigorosamente vietato. In questo ambiente, i ragazzi potranno intraprendere percorsi di disconnessione guidata per riscoprire la socialità fisica attraverso giochi da tavolo, laboratori manuali ed esperienze di gruppo, con l’obiettivo di accogliere fino a 40 giovani al giorno.
L’obiettivo finale del progetto “Discover” non è demonizzare la tecnologia, ma trasformare i ragazzi da fruitori passivi a produttori consapevoli di contenuti digitali. Per questo motivo, sono previsti laboratori innovativi di podcasting, game design, storytelling digitale e sfide legate all’intelligenza artificiale creativa. Come spiegato dalla sociologa Ester Macrì, lo strumento tecnologico è utile se usato in maniera proattiva. Il progetto, che avrà una durata iniziale di tre anni, prevede anche incontri formativi per genitori, docenti e allenatori, con l’ambizione di Palazzo Vecchio di rendere questo centro un modello di riferimento per l’intera Toscana e oltre.
F.T.
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