La trasformazione digitale del fisco italiano accelera. L’obiettivo è quello di utilizzare in modo più efficace le informazioni già disponibili, collegando le banche dati pubbliche e sfruttando l’Intelligenza Artificiale per analizzare grandi quantità di dati.
L’incrocio delle informazioni potrà consentire di individuare possibili discrepanze nelle posizioni fiscali di cittadini e imprese e di concentrare i controlli sulle situazioni che presentano maggiori elementi di rischio. Gli algoritmi serviranno quindi soprattutto a selezionare e analizzare le informazioni, aumentando la velocità con cui l’amministrazione può individuare i casi da approfondire.
Il passaggio successivo resterà però affidato ai funzionari. Durante l’audizione davanti alla Commissione Anagrafe tributaria, il ministro Leo ha ribadito che non ci saranno automatismi: una segnalazione prodotta dall’intelligenza artificiale non potrà essere considerata, da sola, una prova di evasione. Saranno gli operatori a verificare il contesto e a valutare gli elementi emersi. L’intero sistema dovrà inoltre rispettare le norme italiane ed europee sulla privacy.
Sul fronte della lotta all’evasione, Leo ha indicato 31,4 miliardi di euro recuperati nel 2023, 33,4 miliardi nel 2024 e 36,1 miliardi nel 2025. Nel triennio la somma complessiva arriva così a 101 miliardi.
La digitalizzazione riguarda anche il rapporto con i contribuenti. Amministrazione finanziaria e Sogei lavorano a una consultazione semplificata che dovrebbe permettere alle persone fisiche di trovare indicazioni basate su casi e orientamenti già disponibili, riducendo in alcune situazioni il ricorso all’interpello.
Parallelamente procede il riordino delle norme. Il Ministro ha indicato ottobre come termine per portare il nuovo Codice tributario in Consiglio dei ministri. Per accompagnare l’introduzione dei Testi unici è previsto inoltre un software con tabelle di concordanza, utile a collegare le vecchie disposizioni con le nuove.
La riforma punta quindi su due fronti: maggiore capacità di analizzare i dati per contrastare l’evasione e un sistema normativo più semplice da consultare. Al centro, però, resta il controllo umano, chiamato a verificare le indicazioni prodotte dalla tecnologia e a garantire il rispetto dei diritti dei contribuenti.
di Matteo Cotellessa, Giornalista professionista in Direzione Comunicazione Mediaset, dottore di ricerca in Diritto del lavoro e cultore della materia di Diritto dell’informazione, Diritto europeo dell’informazione e Regole della Comunicazione d’impresa con il Prof. Ruben Razzante (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















