La Commissione europea ha inflitto a Google una maxi-sanzione da 2,95 miliardi di euro per aver violato le normative antitrust nel mercato della pubblicità online.
Secondo Bruxelles, l’azienda ha abusato della propria posizione dominante favorendo i propri strumenti pubblicitari a discapito della concorrenza, alterando così il corretto funzionamento del mercato dell’advertising display. L’indagine era stata avviata nel giugno 2021 e, nel giugno 2023, era stata notificata a Google una dichiarazione formale delle accuse.
In particolare, la Commissione ha rilevato che Google controlla dei segmenti chiave della filiera pubblicitaria, tra cui il servizio di gestione degli annunci per editori “DoubleClick for Publishers” e le piattaforme per l’acquisto di spazi pubblicitari “Google Ads” e “DV360”. Questo doppio ruolo avrebbe permesso a Google di privilegiare le proprie soluzioni, a scapito di quelle offerte dai concorrenti.
Alla luce di questi comportamenti, Bruxelles ha ordinato all’azienda di porre fine alle pratiche di auto-preferenza e di intervenire per risolvere i conflitti di interesse interni al proprio ecosistema pubblicitario.
Google ha già annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione, giudicandola infondata. Secondo l’azienda, i suoi strumenti pubblicitari aiutano gli editori a monetizzare i contenuti e facilitano agli inserzionisti la diffusione dei propri annunci su siti e app. La sanzione, a loro avviso, rappresenterebbe un’applicazione ingiustamente severa delle leggi europee, con un impatto sproporzionato sulle imprese statunitensi.
S.C.
















