Missili che colpiscono Tel Aviv, il grattacielo Burj Khalifa di Dubai avvolto dalle fiamme, enormi danni alla Quinta Flotta della Marina Americana in Bahrain. Sembra tutto vero e invece si tratta di foto e video generati con l’intelligenza artificiale, visti e condivisi da milioni di utenti.
Mentre l’opinione pubblica sta cercando informazioni sulle recenti evoluzioni della guerra tra Iran e Stati Uniti e Israele, i social network sono invasi da una quantità esorbitante di contenuti falsi raffiguranti scenari mai accaduti: bombardamenti ricreati ad hoc, foto satellitari manipolate, città scomparse tra le fiamme. La notizia arriva da un’inchiesta di Thomas Copeland per la BBC che afferma che la disinformazione creata dall’AI sta diventando un modo per ricavare profitti sempre più alti.
La diffusione di contenuti falsi è alimentata da una disponibilità di nuovi modelli di AI generativa senza precedenti, tecnologie accessibili e facili da utilizzare, insomma alla portata di tutti. “La barriera per creare filmati di guerra convincenti è essenzialmente crollata – dichiara Timothy Graham, esperto di media digitali della Queensland University of Technology – quello che prima richiedeva una produzione video professionale, ora può essere fatto in pochi minuti con strumenti di AI”.
Secondo Mahsa Alimardani, ricercatrice dell’Oxford Internet Institute, la propagazione di questi contenuti ha conseguenze dirette sulla qualità dell’informazione: “Video falsi come questi hanno un impatto negativo sulla fiducia delle persone nelle informazioni verificate che vedono online e rendono molto più difficile documentare prove reali”. E il fatto che alcune piattaforme abbiano iniziato ad intervenire è un segnale importante, un faro puntato sul problema.
La situazione generale fa pensare che ci stiamo avvicinando ad un punto di non ritorno: il repentino sviluppo dell’AI farà sì che presto le persone non saranno più in grado di distinguere la realtà dalla finzione o verrà messo un freno a tutto questo? Al momento non è possibile dare una risposta definitiva, ma quello che è certo è che ciò che più genera scalpore da sempre si diffonde più velocemente delle notizie verificate ed è sfruttato come un’opportunità per monetizzare.
L. P.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!
▶️ https://dirittodellinformazione.it/chi-siamo/

















