L’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre di più parte integrante della quotidianità degli individui trasformando attività di routine che fino a poco tempo fa richiedevano competenze esclusivamente umane. Scrivere testi, creare immagini, comporre musica e prendere decisioni sono ormai azioni caratterizzanti dell’AI. Nonostante tutto ciò sia sorprendente, dall’altro lato crea interrogativi profondi sul controllo, la privacy la responsabilità e la fiducia. In un mondo in cui le macchine non si limitano più ad eseguire gli ordini ma cominciano a ragionare in un modo sempre più simile all’essere umano, i ricercatori dell’Università di San Diego si sono mossi nel verificare questa affascinante autonomia dell’AI.
Per comprende se l’AI sappia gestire compiti complessi nel lungo termine i ricercatori americani hanno applicato tali strumenti nel celebre gioco Dungeons & Dragons. I sistemi di Intelligenza Artificiale sanno rispondere ad input nel breve termine ma come affrontano richieste che potrebbero durare molto più a lungo? “D&D” è conosciuto per i suoi tempi di gioco prolungati che possono richiedere anche giorni quindi è un campo di prova ottimale per valutare le competenze dei sistemi intelligenti. In particolare questo gioco si basa su un dialogo continuo dando che dà così la possibilità ai chatbot di interagire con l’utente giocando insieme a lui o assistendo nell’avventura di gaming.
I modelli studiati dai ricercatori sono Claude 3.5 Haiku, Gpt-4 e DeepSeek-V3. Ogni modello è stato collegato ad un motore del gioco e successivamente viene richiesta una simulazione di partita. Il risultato ha fatto emergere come l’AI abbia preso il ruolo di Dungeon Master, il narratore che guida il gioco aiutando i partecipanti nelle battaglie. In totale gli scenari proposti sono stati circa 27 ma in alcuni casi l’AI ha prodotto degli squilibri, come ad esempio i dialoghi sconnessi e imprecisi di personaggi tra cui lo stregone e i goblin. Nel complesso, il riscontro è stato molto positivo e soddisfacente ma si resta in attesa di ulteriori sviluppi.
J. S.
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