Il nuovo modo di fare cinema, definito da alcuni “sintetico”, si basa sulla realizzazione di video incredibilmente realistici generati senza l’uso di attori in carne e ossa o set reali, e sta aprendo orizzonti inediti per la narrazione televisiva.
I nuovi strumenti intelligenti offrono ai creatori una libertà espressiva che fino a pochi anni fa non era nemmeno immaginabile: eliminano i vincoli tecnici, logistici ed economici della produzione tradizionale e trasformano una semplice idea in immagini complesse con pochi comandi testuali.
Tra i protagonisti di questa rivoluzione ci sono i Dor Brothers, una piccola casa di produzione che ha ottenuto milioni di visualizzazioni su YouTube con clip interamente generate dall’AI. Le loro opere sono brevi, satiriche e visivamente sorprendenti, capaci di rappresentare scenari assurdi con un realismo quasi inquietante.
Questo non deve farci pensare che il cinema tradizionale verrà sostituito in toto da quello realizzato dall’AI; i film realizzati con persone reali, infatti, continueranno ad avere un valore insostituibile. L’Intelligenza Artificiale non cancellerà il cinema tradizionale, ma lo affiancherà, portando alla luce domande profonde sulla natura dell’immagine, sulla finzione e sulla verità.
In uno scenario di questo tipo, il dibattito non è tanto tra chi ha le idee migliori, quanto tra due modi diversi di intendere il cinema: quello che cerca il vero attraverso la realtà, anche imperfetta, e quello che costruisce l’impossibile con una precisione illusoria. È un confronto antico, che attraversa tutta la storia dell’arte dispiegandosi tra realismo e finzione, e che oggi trova nell’AI un potente alleato su entrambi i fronti.
S.B.

















