Il panorama normativo europeo sul digitale sta cambiando nuovamente: il GDPR, l’AI Act e i testi in materia digital-tech sembrano aver bisogno di una riorganizzazione. La Commissione europea presenterà una nuova proposta di legge, il Digital Omnibus, che avrà l’obiettivo di semplificare, di unificare e razionalizzare l’acquis digitale, ridefinendo i limiti del dato personale, i ruoli tecnici e i diritti nel mondo digitale.
Il Digital Omnibus si compone di tre proposte: COM(2025) 837, che riorganizza nel Data Act i testi della Data Governance Act, del Free FLOW of Non-Personal Data Regulation e dell’Open Data Directive; COM(2025)836 che rende flessibile l’AI Act modificando alcuni obblighi per i sistemi ad alto rischio, rafforzando il ruolo dell’AI Office e il legame tra AI Act e GDPR; COM(2025) 835 che definisce una Data Union Strategy per ridisegnare il governo europeo dei dati e per facilitare la segnalazione di data breach attraverso un unico sportello e per migliorare il coordinamento tra GDPR, NIS, DORA, eIDAS.
Queste tre proposte concorrono a delineare un quadro unitario che presenta tratti inediti rispetto al modello del 2016. Quali sono nello specifico le novità del Digital Omnibus? In primo luogo si ridefinisce il concetto di “dati personali” (GDPR) introducendo un criterio più soggettivo che dipende dai mezzi del titolare; si riscrive l’art.22 sulla decisione automatica che assume un ruolo di valutazione giuridicamente rilevante; si limita il diritto d’accesso ai propri dati (art.15 GDPR) agli scopi di tutela della privacy riducendo l’impiego in ambito contenzioso, giornalistico e di ricerca; la disciplina e-Privacy confluisce nell’art.88a del GDPR. A ciò si aggiungono: la riduzione dei banner per i cookies, con conseguenti costi meno ingenti peri siti; il passaggio al modello opt-out (esclusione su richiesta) per l’utilizzo di dati e contenuti degli utenti; la proroga fino a massimo 16 mesi per l’attuazione di alcuni obblighi dell’AI Act; l’introduzione di un unico sportello europeo per segnalare incidenti cyber ed infine il rafforzamento delle carte d’identità e dei portafogli digitali.
Le critiche al Digital Omnibus non si sono fatte attendere: la semplificazione e la riduzione di alcuni aspetti normativi per alcuni attivisti dei diritti digitali e le big tech indeboliscono la struttura normativa precedente e costituiscono un alleggerimento insufficiente, perchè testi come DMA E DSA restano invariati.
C.Z.
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