È arrivato in libreria Il pendolo dell’algoritmo, primo rapporto annuale della community di Polisophia, curato da Ruben Razzante, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e fondatore del nostro portale. Il volume ha rappresentato il punto di sintesi di un percorso collettivo nato all’interno della Community per l’Innovazione Responsabile, configurandosi come uno spazio di riflessione condivisa sui grandi cambiamenti indotti dall’Intelligenza Artificiale.
Più che una raccolta di saggi, il libro si propone come una visione corale, costruita attraverso il contributo di esponenti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale. Nella prefazione, Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ha sottolineato come l’innovazione responsabile non sia un principio astratto, ma un processo che richiede confronto continuo e assunzione di responsabilità. Nella sua introduzione, Razzante ha ribadito la centralità della persona nel progresso tecnologico, indicando la necessità di orientare consapevolmente le trasformazioni in atto.
I contributi raccolti hanno restituito un quadro articolato e multidisciplinare. Marcello Cattani ha richiamato l’importanza della responsabilità nel settore farmaceutico, mentre Marco Elio Rottigni ha evidenziato, in ambito bancario, l’esigenza di coniugare innovazione e controllo. Vittorio Cino ha descritto l’Intelligenza Artificiale come uno strumento capace di semplificare la complessità dei processi nel largo consumo, mentre Davide Zanon ha posto al centro il valore del pensiero critico come presidio democratico.
Sul piano etico, Claudio Bassoli ha ribadito la necessità di principi chiari, mentre Mario Di Giulio ha evidenziato il ruolo dell’AI come supporto, e non come sostituto, del giudizio umano nel diritto. Le riflessioni di Giulia Devani, Vincenzo D’Innella Capano e Paolo Martelli hanno ulteriormente ampliato il quadro, toccando temi come sostenibilità, impatto culturale e formazione.
A queste si sono affiancati i contributi di Sara Rubinelli, che ha richiamato la dimensione morale dell’essere umano anche nell’era digitale, e di Roberto Pasolini, che ha sottolineato il ruolo della scuola nel governare, e non subire, la rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. In ambito giuridico, Antonio Albanese ha evidenziato la necessità di rafforzare le tutele nell’era digitale, mentre Alessandra Radaelli ha posto l’accento sull’equilibrio tra automazione e responsabilità nelle professioni. Sul fronte delle risorse umane, Maria Chiara Vola ha richiamato l’importanza di mantenere la centralità della persona nei processi organizzativi guidati dall’AI.
Il volume ha così delineato un messaggio condiviso: l’Intelligenza Artificiale non è solo una tecnologia da adottare, ma una realtà da governare con strategia, etica e prospettiva, per mantenerne l’orientamento verso la dignità e la libertà della persona.
L. P.
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