Il giornalismo investigativo è un genere di giornalismo che racconta la realtà così com’è, indagando in profondità e riportando alla luce i retroscena di una storia attraverso l’analisi di materiali riservati e delle fonti. Si tratta di un’attività giornalistica che richiede tempo e costi ingenti, oltre che le capacità del giornalista di ottenere e scandagliare dati, documenti e informazioni spesso inaccessibili. Tuttavia, grazie all’avvento dell’AI nel mondo giornalistico investigativo è possibile avere dei vantaggi sia sul piano tecnico che sul piano “narrativo”, come riportato da un rapporto della Columbia Journalism School. Nonostante ciò, le potenzialità di questi strumenti sono ancora inesplorate e non è certo che siano sempre precise e accurate. Alcune organizzazioni, come l’organizzazione Crime and Corruption Reporting Project e l’International Consortium of Investigative Journalism, hanno già adottato sistemi di AI avanzati per elaborare grandi quantità di dati legati ai casi analizzati, oltre che permettere di raccontare storie nuove e svelare segreti.
I casi in cui l’AI ha avuto un ruolo fondamentale, è stato in occasione dell’indagine del New York Time sull’individuazione delle tracce di bombardamenti israeliani nel sud di Gaza e dell’indagine Implant Files dell’ICJ (consorzio internazionale dei giornalisti investigativi) rivelando con certezza il sesso dei pazienti danneggiati da dispositivi medici non testati in modo adeguato.
Quali sono i vantaggi e i limiti? I sistemi di AI offrono vantaggi come l’accelerazione della raccolta informazioni, l’ottimizzazione del lavoro giornalistico, l’individuazione di connessioni difficili da cogliere e l’analisi di testi e audio con costi ridotti. Tuttavia, restano limiti significativi: accesso difficile ai dati, scarsa accuratezza e precisione nei compiti richiesti, progressi lenti dovuti a dati di addestramento limitati e costosi, oltre alla necessità di informazioni sempre più specifiche che può generare potenziali errori.
L’AI sta trasformando il mondo del giornalismo, ma ciò non significa sostituire il lavoro dei giornalisti. I casi citati in precedenza sono un esempio concreto di un’integrazione di queste tecnologie rivoluzionarie con la tradizione giornalistica. Solo attraverso una piena collaborazione uomo-macchina sarà possibile non tradire il “vero” giornalismo.
C.Z.
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