Mentre a Roma si discute su una legge nazionale, il Veneto prova a prendere l’iniziativa: il neo-presidente Alberto Stefani porta in consiglio regionale una proposta di legge che vuole limitare l’uso dei social agli under 14. Alla luce degli eventi violenti e di disagio giovanile emersi negli ultimi mesi, il presidente ha affermato che ora più che mai è necessaria una regolamentazione e diversi Paesi europei si stanno già muovendo in questa direzione. La proposta veneta si inserisce in questo contesto e si ispira anche a modelli internazionali come quello australiano.
Nella relazione introduttiva alla proposta di legge, Stefani precisa: “Si ritiene che l’utilizzo precoce e prolungato di smartphone e delle piattaforme sociali telematiche possa avere impatti negativi sullo sviluppo psicofisico dei bambini, influenzandone la salute mentale, la capacità di concentrazione, lo sviluppo emotivo e sociale, nonché il ritmo del sonno”. Vengono inoltre evidenziati i rischi legati alla sicurezza online, come cyberbullismo, adescamento e contenuti inappropriati.
La legge prevede il divieto di usare i social per gli under 14 e l’obbligo del consenso dei genitori per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 16 anni, con verifiche tramite carta d’identità elettronica; inoltre il potenziamento di progetti di psicologia territoriale per agire sul disagio giovanile e l’organizzazione di campi estivi per studenti sospesi da scuola per episodi di bullismo.
Stefani sottolinea: “I social oggi sono un ambiente pericoloso. Vi si annida, per esempio, il cyberbullismo… Poi vi è l’esplosione dei disturbi alimentari”. Il presidente aggiunge che “sempre più spesso i bambini restano in balia delle piattaforme online che stanno togliendo loro tutto: la fantasia, la voglia di giocare, di stare in compagnia, di parlarsi, di trovarsi”.
La proposta si inserisce in un quadro più ampio: in Italia il 94% dei ragazzi tra 8 e 16 anni possiede uno smartphone e lo utilizza per oltre quattro ore al giorno, con effetti che, secondo diversi studi, possono incidere su salute mentale, rendimento scolastico e relazioni sociali.
Il provvedimento, però, non incontra solo consensi nella maggioranza: anche parte dell’opposizione si mostra favorevole. Il consigliere regionale del Partito Democratico, Gianpaolo Trevisi, afferma infatti: “Il buon senso e la capacità di visione sono trasversali: sono d’accordo con la proposta del presidente Stefani, serve aprire subito un confronto serio su una legge che limiti l’accesso ai social per i minori più giovani. Una legge è necessaria, ma deve essere ovviamente accompagnata dall’educazione digitale”.
La proposta del Veneto si candida così ad aprire un dibattito più ampio a livello nazionale ed europeo sul rapporto tra minori e piattaforme digitali, tra tutela della salute, libertà individuali e responsabilità educativa. Un tema destinato con ogni probabilità a restare al centro dell’agenda politica nei prossimi mesi.
L. P.
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