Amazon sta pianificando una seconda tornata di tagli di posti di lavoro nelle prossime settimane, con l’obiettivo più ampio di ridurre di circa 30.000 i dipendenti aziendali.
A ottobre, l’azienda ha tagliato circa 14.000 posti di lavoro, circa la metà dell’obiettivo di 30.000 inizialmente dichiarato. Si prevede che il totale questa volta sarà più o meno lo stesso dell’anno scorso e potrebbe iniziare già dai prossimi giorni.
I posti di lavoro nei reparti Amazon Web Services, Retail, Prime Video e Risorse Umane saranno interessati, sebbene la portata completa non sia ancora chiara. Già all’inizio del 2025 l’azienda aveva affermato che si aspettava che la forza lavoro aziendale si sarebbe ridotta nel tempo, grazie all’efficienza ottenuta grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale. L’azienda ha definito la sforbiciata necessaria per rimuovere livelli gerarchici e aumentare la velocità decisionale, con l’obiettivo di trasformare Amazon in un’organizzazione più snella.
L’azienda ha rassicurato che i tagli sono motivati da questioni culturali, non finanziarie e nemmeno davvero guidate dall’AI anche se ha annunciato investimenti sopra i 100 miliardi di dollari in AI e infrastrutture cloud, dichiarando che questa generazione di AI è la tecnologia più trasformativa che si è vista dall’avvento di Internet, e sta permettendo alle aziende di innovare molto più velocemente che mai.
Le aziende utilizzano sempre più l’Intelligenza Artificiale per scrivere codici per i loro software e adottano sistemi di intelligenza artificiale che automatizzano le attività di routine, nell’intento di ridurre i costi e la dipendenza dal personale. Amazon ha presentato i suoi ultimi modelli di intelligenza artificiale durante la conferenza annuale AWS sul cloud computing a dicembre.
Oltre a buonuscite e supporto, alle 14mila persone coinvolte nel primo round di esuberi di ottobre Amazon ha offerto 90 giorni per trovare nuovi ruoli interni, che scadono in questi giorni.
La strada ormai intrapresa va verso un utilizzo sempre più massiccio dell’AI, ma la questione legata all’impiego umano e al futuro dei lavoratori non deve essere ignorata.
V.L.
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