Gli infostealer sono software malevoli progettati specificamente per raccogliere in modo illegittimo informazioni sensibili dai sistemi compromessi, per poi trasferirle verso infrastrutture controllate dagli attaccanti.
Questi strumenti sono diventati elementi abilitanti per attacchi di maggiore complessità, configurandosi come vettori primari per l’accesso iniziale a infrastrutture anche sofisticate.
Le informazioni raccolte dagli infostealer spaziano dalle credenziali di accesso a servizi bancari, social media e posta elettronica, fino a dati finanziari, informazioni sui portafogli di criptovalute, cookie di sessione, cronologia di navigazione ed estensioni dei browser. Vengono inoltre sottratte informazioni personali memorizzate nelle funzionalità di auto completamento, dati relativi all’hardware e software installato, contenuti della clipboard e file di specifiche tipologie.
L’avvenuta esfiltrazione espone le vittime a molteplici conseguenze: danni economici diretti, furto d’identità, accessi non autorizzati ad account personali o aziendali, violazioni della privacy, danni reputazionali, esposizione ad attacchi di social engineering particolarmente sofisticate e potenziale perdita di proprietà intellettuale.
L’utilizzo degli stealer log rappresenta infatti un metodo efficace ed economico per ottenere accessi non autorizzati ai sistemi target, consentendo agli attori malevoli di veicolare software malevoli aggiuntivi, con conseguenze potenzialmente gravi quali l’interruzione dell’erogazione di servizi essenziali o la compromissione della riservatezza dei dati.
L’ecosistema criminale legato agli infostealer riflette le dinamiche tipiche del modello Malware as a Service, nel quale diversi attori si concentrano su specifiche fasi della catena d’attacco.
Gli sviluppatori e gli operatori dei gruppi MaaS offrono agli attori criminali, dietro pagamento di una sottoscrizione, l’accesso a infostealer già pronti all’uso, nonché servizi ausiliari quali assistenza tecnica, aggiornamenti continui, accesso a infrastrutture di comando e controllo e strumenti dedicati all’analisi degli stealer log.
I principali vettori d’attacco utilizzati per la distribuzione degli infostealer includono il phishing, il drive-by-compromise e la distribuzione di software contraffatto.
L’adozione di misure preventive risulta fondamentale per innalzare il livello di resilienza alla minaccia, attraverso l’implementazione di autenticazione multifattoriale, l’utilizzo di gestori di password, il monitoraggio degli accessi, l’adozione di soluzioni di Endpoint Detection and Response, la formazione del personale e la predisposizione di piani di risposta agli incidenti.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















