Per spiegare le potenzialità dei computer quantistici bisogna iniziare con una premessa che ne spiega i precedenti. I computer tradizionali funzionano grazie a dei transitor che ne gestiscono le informazioni. Oggi si è arrivati a dimensioni talmente ridotte che si richiedono per i transitor le regole della fisica quantistica cioè quella che governa il mondo delle particelle subatomiche.
Un computer quantistico lavora con ‘qubit’ ovvero elementi fisici in una combinazione tra 0 e 1. Mentre un computer classico può gestire una dimensione alla volta, il computer quantistico riesce ad occuparsi di moltissime realtà contemporaneamente.
Un tema particolarmente discusso di recente riguarda la crittografia e la sicurezza online in quanto questi computer dal potenziale enorme potrebbero essere in grado di rompere i sistemi di protezione informatica che si ritengono sicuri oggi. La strategica applicazione della fisica quantistica al panorama informatico è il mix perfetto che permetterà di superarne i limiti di calcolo attuali.
L’opinione comune è a favore di una corsa ai ripari. Non si dovrebbe aspettare che i computer quantistici spazzino via in poche ore gli algoritmi che ancora ne assicurano la sicurezza digitale. La cybercriminalità è sempre in agguato, in cerca di modi nuovi e più veloci per accedere ai dati e far crollare tutto ciò che è protetto.
Un’ipotesi riguarda l’eventuale modifica delle regole del gioco da parte dei quantum computing verso l’Intelligenza Artificiale e chi ne tende i fili. Il potenziale dell’intelligenza artificiale cresce di pari passo con l’aumento della potenza di calcolo. Se oggi si assiste a sistemi capaci di apprendere, generare contenuti e prendere decisioni complesse, si può immaginare quanto velocemente questi progressi potrebbero accelerare con l’arrivo di computer quantistici accessibili e stabili.
Il progresso è promettente, ma richiede consapevolezza per evitare che il potenziale si trasformi in minaccia.
J. S.
Diritto dell’informazione
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