Cresce l’allarme per l’utilizzo inconsapevole e pericoloso di Internet e dei social da parte dei minori. Molti Paesi stanno vietando l’accesso social agli adolescenti, nel giorno del Safer Internet Day, l’Unicef lancia un altro allarme: uno studente su cinque di 10 anni in 26 paesi (su 32) non distingue se un sito web sia affidabile o meno.
Rispetto ai dati diffusi dall’Unicef, in Italia la situazione è simile: tra i bambini e giovanissimi di età compresa tra 9 e 16 anni, il 9,5% non possiede competenze nel cambiare le impostazioni della privacy e 1 su 10 nello scegliere le migliori parole chiave per eseguire ricerche. Questi dati delineano che esiste una profonda carenza di alfabetizzazione digitale. Anche la difficoltà nello scegliere parole chiave efficaci indica una carenza di pensiero critico e logico. Infatti, una ricerca approssimativa, aumenta il rischio di imbattersi in disinformazione o contenuti inappropriati. L’Unicef sottolinea che centinaia di migliaia di giovanissimi navigano nel mare aperto della rete e sono esposti a rischi continui, senza possedere una consapevolezza adeguata.
Per questo è necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere, garantendo il loro ascolto e loro partecipazione.
È comunque difficile per adulti e genitori verificare che i più piccoli navighino nel mondo digitale in modo sicuro e lontano dai rischi. Da qui l’idea dell’Unicef di stilare una lista di consigli pratici: introdurre l’AI in modo semplice; insegnare ai bambini che l’AI non è un amico, ma un software commerciale e che può influenzare il ragionamento; usare esempi quotidiani; aiutare i bambini a imparare con l’AI; proteggere la privacy del bambino; imparare insieme; prestare attenzione ai segnali di allarme di dipendenza da sistemi di AI e dialogare apertamente con la scuola.
L’AI sta entrando sempre di più nella vita dei minori. La sfida per adulti e genitori sarà far avvicinare bambini e ragazzi agli strumenti digitali con consapevolezza.
V.L.
Diritto dell’informazione
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