Si sta delineando, per mezzo dell’Intelligenza Artificiale, una nuova forma di violenza perpetrata tramite il cosiddetto “deepfake”, che si realizza utilizzando la tecnologia dell’intelligenza artificiale generativa per creare immagini e video, di natura pornografica, con i volti di donne del tutto inconsapevoli di quanto sta accadendo.
L’uso dell’Intelligenza Artificiale per creare contenuti falsi rappresenta oggi una grave minaccia alla dignità e alla sicurezza delle persone. Strumenti facilmente accessibili ed economici consentono di realizzare face swap, avatar parlanti e nudità digitali senza il consenso dei soggetti coinvolti. Questo fenomeno è stato definito come una forma di “stupro virtuale”, poiché realizzato solo virtualmente, viola profondamente l’intimità e la reputazione della vittima.
Per contrastare questa pratica, l’Italia ha introdotto tramite la Legge 132/2025 una nuova fattispecie di reato che punisce la creazione e diffusione illecita di contenuti sintetici con pene fino a cinque anni di reclusione.
È stato inoltre stabilito il principio per cui è necessario il preventivo consenso della persona ritratta prima di procedere con la pubblicazione della sua immagine, richiamato indirettamente dalla nostra Costituzione all’art. 2, che tutela i diritti inviolabili dell’uomo, incluso il diritto all’immagine. La normativa privacy prevede a sua volta come necessario il consenso della persona prima della pubblicazione della sua immagine.
A livello nazionale il nostro legislatore ha stabilito il divieto alla pubblicazione di deepfake idonei a creare danno, tramite l’introduzione del suddetto reato, l’art. 612-quater del Codice penale, con la finalità di tutelare la privacy e la dignità delle persone, prevenendo forme di violenza digitale. Sono state inoltre introdotte delle circostanze aggravanti laddove a compiere il reato siano il partner o ex partner, se l’attività illecita sia stata effettuata con finalità di vendetta o tramite strumenti come social o web.
Non basta la giurisprudenza a contrastare Il fenomeno della violenza tramite deepfake. Occorre insegnare l’educazione digitale fin dall’infanzia, al fine di essere consci dei rischi e delle conseguenze di quello che facciamo sul web.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















