La radio si conferma l’eccezione positiva nel panorama dei media tradizionali italiani, dimostrando una resilienza sorprendente in un’epoca di frammentazione digitale. Secondo i dati della Relazione, mentre televisione e stampa hanno visto calare i propri introiti pubblicitari, la radio è l’unico mezzo classico a non aver registrato flessioni significative in questo ambito. Questa solidità economica si accompagna a una profonda innovazione nelle metodologie di misurazione: grazie all’impulso dell’Autorità, è stata ricostituita “Audiradio”, che ha già diffuso i primi dati di una ricerca evoluta capace di includere anche i contenuti fruiti “on demand” tramite diverse piattaforme.
Sul fronte tecnologico, il 2025 ha segnato un passaggio fondamentale per il consolidamento del segnale digitale nel nostro Paese. L’Autorità ha infatti aggiornato le regole sull’uso dello spettro radioelettrico, destinando al sistema DAB+ frequenze che in precedenza erano pianificate per la rete televisiva nazionale. Questo spostamento strategico, unito all’integrazione del nuovo Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (PNAF-DAB) con le reti locali, garantisce oggi un’offerta più ricca e una qualità del suono nettamente superiore per gli ascoltatori su tutto il territorio nazionale, riducendo le interferenze e ottimizzando l’uso delle risorse disponibili.
Il futuro del mezzo passa anche per l’integrazione obbligatoria con i nuovi sistemi di comunicazione. Il Governo, seguendo una segnalazione dell’AGCOM, ha notificato alla Commissione Europea una modifica al Codice delle comunicazioni elettroniche. L’obiettivo è estendere ai veicoli di nuova generazione, ormai dotati di complessi sistemi di infotainment, l’obbligo di garantire la ricezione dei servizi radiofonici sia in modulazione di frequenza (FM) che in digitale (DAB+). Questa misura punta a tutelare l’accesso ai servizi di interesse generale anche in mobilità, assicurando che la radio resti una compagna di viaggio affidabile, gratuita e tecnologicamente al passo con i tempi.
F.T.
Diritto dell’informazione
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