In Italia il diritto alla disconnessione esiste, ma non ha ancora una forma pienamente compiuta. E’ un diritto entrato nel dibattito pubblico con la crescita dello smart working, soprattutto dopo la pandemia, quando il lavoro da casa ha mostrato un lato meno visibile: la possibilità di essere sempre raggiungibili, anche quando la giornata lavorativa dovrebbe essere finita.
Il primo riferimento normativo si trova nella legge n. 81 del 2017 sul lavoro agile. L’articolo 19 stabilisce che l’accordo tra lavoratore e datore di lavoro deve indicare i tempi di riposo e le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione dagli strumenti di lavoro. In altre parole, la legge riconosce il problema, ma lo affida soprattutto all’accordo individuale tra le parti.
Un passo ulteriore è arrivato nel 2021, durante l’emergenza sanitaria. Il decreto-legge n. 30, convertito nella legge n. 61, ha riconosciuto espressamente al lavoratore in modalità agile il diritto alla disconnessione da strumenti tecnologici e piattaforme informatiche, precisando che il suo esercizio non può avere conseguenze sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione.
Il punto critico, però, resta evidente: la tutela riguarda soprattutto il lavoro agile e non copre in modo chiaro tutti quei lavoratori che, pur non essendo formalmente in smart working, ricevono mail, chiamate o messaggi fuori orario. Anche per questo la disciplina italiana è stata definita ancora lacunosa.
Oggi il tema è tornato in Parlamento. Alla Camera è stata presentata la proposta di legge A.C. 1961, assegnata alla Commissione Lavoro. Al Senato invece il DDL S. 1290 punta a introdurre una disciplina più ampia, valida per tutti i lavoratori, con un periodo minimo di dodici ore di disconnessione, obblighi informativi e sanzioni per le violazioni.
La discussione, dunque, non riguarda solo una norma in più. Si sta parlando del rapporto tra lavoro, tecnologia e qualità della vita. Se il lavoro può arrivare ovunque, la legge deve stabilire fin dove può spingersi. E’ lì, in quei limiti, che si misura oggi una parte importante della tutela dei lavoratori.
L. P.
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