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LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI COSTITUISCONO IL 10% DEI RICAVI DI META

Secondo l’agenzia di stampa Reuters, circa il 10% dei ricavi del grande colosso statunitense Meta proviene da pubblicità illegali e truffe online

by Redazione
11 Novembre 2025
in Internet, Truffe digitali
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LE PUBBLICITÀ INGANNEVOLI COSTITUISCONO IL 10% DEI RICAVI DI META
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Quante volte vi sarà capitato di imbattervi in pubblicità sospette su piattaforme come Instagram e Facebook? E se vi dicessero che è proprio da queste che proviene il 10% (circa 16 miliardi di dollari) dei ricavi di Meta?

La pubblicità costituisce una delle principali fonti di guadagno per tutte le realtà che sono sbarcate su Internet, anche per i grandi colossi come Meta. Tuttavia, non tutte le inserzioni pubblicitarie da cui si ottengono i ricavi sono legali.

L’agenzia Reuters ha smascherato il colosso Big Tech statunitense affermando come le pubblicità ingannevoli siano un’importante fonte di guadagno per l’azienda. In alcuni documenti viene riportato come Meta mostra circa 16 miliardi di annunci legati a truffe e prodotti vietati, nello specifico oltre 46mila farmaci non approvati e affermazioni sanitarie ingannevoli. Da quanto si apprende dall’agenzia Reuters, l’azienda ha fallito nel proteggere gli utenti da frodi su siti e-commerce, investimenti, casinò online illegali e dalla vendita di prodotti medici vietati. Il tutto dimostrerebbe l’inefficienza dei meccanismi di prevenzione del rischio adottati ai sensi dell’art. 34 del Digital Act, soprattutto a causa degli algoritmi che tendono ad aumentare la probabilità che gli utenti si imbattono in questo tipo di inserzioni dopo aver interagito con un una di esse.

Al momento, l’azienda blocca gli inserzionisti solo quando si ha una certezza del 95% che si tratti di una truffa. Nel caso in cui l’azienda non sia completamente sicura che si tratti di una frode, ma ritiene che l’inserzionista sia probabilmente un truffatore, vengono imposte tariffe pubblicitarie più elevate come sanzione.

Andy Stone, portavoce del colosso americano, ha replicato alle accuse dell’agenzia Reuters, affermando che la percentuale di ricavi da queste pubblicità è in realtà inferiore rispetto a quanto riportato, perché inizialmente erano state incluse “molte” inserzioni legittime. Inoltre, ha evidenziato una diminuzione del 58% delle segnalazioni di truffe online e la rimozione di 134 milioni di annunci durante quest’anno.

Se il problema non verrà risolto, l’azienda rischierà di essere sanzionata dalle autorità competenti, come la Sec (Securities and exchange commission) che sta attualmente indagando sulla diffusione di annunci legati a truffe finanziarie da parte di Meta.

 

C.Z.


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Tags: Metapubblicità ingannevoleTruffe online
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