La transizione energetica globale dipende sempre di più dall’innovazione radicale e dalla capacità dei grandi gruppi industriali di collaborare con l’ecosistema delle startup. È questo il tema centrale dell’Eni Next Day 2026, l’evento organizzato a Milano presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia da Eni Next, la società di corporate venture capital del gruppo. L’evento ha riunito scienziati, investitori e nuove imprese per discutere delle tecnologie destinate a trasformare e ridefinire il settore nei prossimi decenni.
L’incontro ha messo in luce nuove soluzioni che spaziano dall’energia da fusione alla robotica avanzata, fino alla decarbonizzazione e alla gestione dei minerali critici come il litio, considerati strategici per la sicurezza dei sistemi. A oggi Eni Next ha investito oltre 650 milioni di dollari in 23 startup, registrando un ritorno sul capitale di circa tre volte l’investimento iniziale. Come spiegato dalla presidente e CEO Clara Andreoletti, l’obiettivo è creare un ecosistema in cui le startup possano collaborare tra loro, sviluppare nuove partnership e attrarre nuovi investimenti.
Secondo Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, la società non si limita a un ruolo di finanziatore passivo, ma agisce come un partner industriale in grado di accelerare la crescita tecnologica delle imprese. Per affrontare le sfide della transizione energetica, Eni adotta un approccio basato sulla neutralità tecnologica, investendo sia in tecnologie già consolidate sia in innovazioni ancora in fase di sviluppo, con l’obiettivo finale di ridurre le emissioni globali e promuovere la sostenibilità.
A.C.
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