Al posto dell’equity crowdfunding, inteso come semplice vetrina online per attrarre capitali, emerge il digital fundraising, un sistema più maturo e integrato che combina venture capital, angel investing e community capital in un’unica “supply chain” del capitale.
Questa nuova fase non sostituisce i modelli precedenti, ma li coordina: le startup più accorte oggi non chiedono se possono raccogliere dal pubblico, ma quando e come attivare la propria community per validare e accelerare il round, consce del fatto che il capitale di comunità non è solo denaro, ma anche leva, reputazione e velocità.
A sancire la svolta in Europa è stato il Regolamento ECSP, che ha imposto maggiore trasparenza, requisiti più rigorosi per gli investitori e controlli sulle informazioni fornite. Le piattaforme non sono più semplici marketplace, ma vere e proprie infrastrutture fintech che offrono compliance, gestione della cap table, strumenti post-campagna e raccolte transfrontaliere.
Si vengono così ad affermare nuovi modelli, come il Platform as a Service e le white-label solutions, che permettono a club di investitori, acceleratori e imprese di gestire autonomamente le proprie campagne.
Oggi non si “lancia” più una campagna, ma si progetta una strategia blended che unisce fonti diverse di capitale in un unico percorso coordinato. Questo modello, già consolidato negli Stati Uniti, mostra un canale maturo e selettivo, capace di reagire agli shock macroeconomici e di mantenere stabilità nel medio periodo.
Anche l’Europa sta seguendo questa traiettoria, raccogliendo solo nel primo semestre del 2025 circa 157 milioni di euro in 202 campagne, con round medi superiori ai 700 mila euro e valutazioni in crescita e, in questo scenario, il nostro paese è uno dei principali leader, insieme a Francia e Paesi Bassi.
Esperienze come Substack e Phantom.AI negli USA, o la campagna di Wayla in Italia, dimostrano che il successo nasce da community attive e strategie integrate, in cui la raccolta diventa un effetto della fiducia e della partecipazione e non un obiettivo isolato.
Il passaggio dall’equity crowdfunding al digital fundraising segna dunque una tappa decisiva nella maturazione del mercato europeo del capitale privato. La convergenza tra venture capital, angel investing e community funding sta creando un ecosistema più solido, trasparente e competitivo a livello globale.
Per l’Italia la sfida è ora quella di consolidare questa crescita attraverso modelli di governance efficaci, percorsi di formazione adeguati e strumenti finanziari in grado di sostenere la continuità e l’internazionalizzazione delle imprese innovative, trasformando così la partecipazione diffusa in un vantaggio competitivo e strutturale per l’intero sistema economico.
S.B.
Diritto dell’informazione
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