La Commissione europea ha scelto lo strumento che sfiderà il monopolio tecnologico dei colossi tech extraeuropei. A vincere la prestigiosa competizione Frontier AI Grand Challenge è stato il progetto “Europa”, guidato dalla scale-up italiana Domyn in collaborazione con il centro di ricerca tedesco Fraunhofer-Gesellschaft. Il premio prevede l’accesso gratuito per un anno fino al 2,5% della potenza di calcolo della rete di supercomputer EuroHPC, risorsa indispensabile per sostenere gli ingenti costi di addestramento.
La vera novità sta nell’inclusività del sistema, progettato per gestire alla pari tutte le 24 lingue ufficiali dell’Unione Europea, a differenza degli attuali modelli commerciali che privilegiano quasi esclusivamente l’inglese. L’architettura sarà rilasciata in modalità open-source e open weights, nel pieno rispetto dell’AI Act. Proprio la stringente normativa europea, a volte criticata, non è considerata da Sharka un limite, bensì un vantaggio competitivo per garantire sicurezza e trasparenza sul mercato globale.
Domyn, già partner di colossi bancari e industriali, applicherà a questo progetto la sua filosofia “zero trust, zero backdoors”. Questa impostazione assicura che governi e aziende mantengano il controllo esclusivo sui propri dati, ridefinendo il concetto stesso di sovranità come libertà di controllo. L’azienda punta a sviluppare un’intelligenza artificiale installabile e fisicamente isolabile nei data center dei clienti. L’obiettivo finale, come spiega Sharka, va ben oltre gli aspetti tecnici: contribuire a un nuovo Rinascimento digitale europeo, centrato sull’essere umano e fondato su principi di etica, trasparenza e sovranità tecnologica.
A.C.
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