Nel maggio 2025, Google aveva annunciato che il suo strumento di generazione video Flow aveva prodotto 275 milioni di video in cinque mesi dal lancio. Centinaia di milioni di contenuti dinamici sono stato creati da persone che, fino a poco tempo fa, non avrebbero mai pensato di poter produrre un video.
Nel frattempo, l’86% degli inserzionisti dichiara di usare o prevedere di usare l‘Intelligenza Artificiale generativa per creare i contenuti di web advertising. In pochi mesi, l’uso dell’AI nella produzione video è passato dal 18% al 41% tra i professionisti del marketing.
Questi numeri raccontano la possibilità concreta che la capacità di produrre contenuti di qualità non sia più di per sé un vantaggio competitivo, poiché appannaggio di un numero sempre più elevato di persone.
Più contenuti esistono, più diventa difficile farsi notare. Gli strumenti basati su AI permettono di produrre più contenuti, più velocemente, a costi inferiori, ma produrre di più non significa necessariamente ottenere di più. Se il feed è saturo, aggiungere altro rumore non migliora la situazione.
Se la produzione è abbondante, la personalizzazione diventa il terreno su cui competere. I video personalizzati generano un aumento della fedeltà tre-quattro volte superiore rispetto ai video generici.
Inoltre, le campagne di comunicazione possono essere organizzate in base alle preferenze, alla storia d’acquisto degli spettatori.
La personalizzazione efficace richiede una comprensione profonda di cosa conta davvero per il cliente: l’AI può aiutare molto in questa analisi, con la sua capacità di individuare pattern, ma resta fondamentale l’empatia umana che nessun modello può ancora simulare.
C’è poi un ulteriore rischio nell’adozione massiva degli strumenti di AI: l’omogeneizzazione estetica. L’AI può aiutare a produrre la forma, ma il contenuto deve restare umano.
Se l’AI può generare contenuti, il professionista può fare tutto ciò che viene prima e dopo la generazione, quindi valutare la strategia e il giudizio. In mezzo al prima e al dopo, resta comunque la direzione creativa.
Per chi lavora nel marketing, la raccomandazione non è inseguire ogni nuovo strumento, ma costruire competenze che restino valide indipendentemente da quali strumenti emergeranno.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















