L’Intelligenza Artificiale sta accelerando trasformazioni profonde, ma non in modo uniforme. Un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) dello scorso dicembre avverte che l’innovazione rischia di consolidare e ampliare il divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri.
Secondo il rapporto, gli Stati ad alto reddito sono in grado di implementare sistemi di AI nei settori più strategici dell’economia e dell’amministrazione pubblica. Dispongono di infrastrutture, capitali, competenze e capacità istituzionali per farlo.
Al contrario, i Paesi a basso e medio reddito spesso non possiedono le condizioni per far sì che l’AI diventi una leva di sviluppo. Spesso mancano infrastrutture digitali adeguate, i sistemi educativi non riescono a formare competenze specialistiche, le risorse pubbliche sono insufficienti e la governance è fragile.
Secondo il rapporto, ogni Paese dovrebbe essere dotato di infrastrutture digitali solide, in quanto ormai i nostri diritti fondamentali sono legati alla digitalizzazione.
L’infrastruttura digitale, dunque, deve essere considerata un diritto sociale globale. Secondo il rapporto occorre garantire a ogni Paese la possibilità di partecipare a un mondo in cui l’AI sarà parte integrante di ogni settore strategico, altrimenti il divario tra Paesi digitalizzati e non aumenterà.
Gli Stati che hanno meno strumenti giuridici e basi digitali adatte per governare l’AI sono proprio quelli che rischiano di subire sistemi algoritmici opachi, importati dall’estero, difficili da contestare e spesso disegnati senza tener conto del contesto locale. Nei territori dove la tutela dei diritti è più vulnerabile, l’AI può diventare un moltiplicatore di ingiustizie.
Stanno nascendo iniziative che provano a mitigare il rischio di creare disuguaglianze, esse però sono spesso caratterizzate da principi non vincolanti, che difficilmente possono incidere sulle profonde asimmetrie globali. La costruzione di un quadro normativo internazionale richiederà tempo e negoziazione. Sarà necessario un approccio multilivello, capace di combinare regole vincolanti, assistenza tecnica, cooperazione economica e costruzione di capacità istituzionali nei Paesi meno digitalizzati.
L’AI avrà un ruolo decisivo nel plasmare il futuro dell’umanità. Il diritto deve garantirsi un posto in questo processo, non come freno alla tecnologia, ma come strumento per distribuire i benefici dell’innovazione in modo equo.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















