Un gruppo di studiosi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (CeRiToM, il Centro di Ricerca sulla Teoria della Mente e sulla Competenza Sociale nel Ciclo di Vita) ha condotto una ricerca per capire perché molte persone tendono a non fidarsi dell’Intelligenza Artificiale (AI). Da ciò è stato scoperto che alcune persone vedono le nuove tecnologie come poco sicure o persino ingannevoli, concentrandosi più sui rischi che sui vantaggi.
Questo atteggiamento nasce dalla cosiddetta “sfiducia epistemica”, ovvero una sorta di diffidenza verso coloro che ci forniscono le informazioni, sia gli esseri umani sia una macchina. In sostanza, si tende ad avere sempre il dubbio che qualcuno ci stia dicendo una bugia o ci voglia manipolare.
In particolare, lo studio ha coinvolto 121 persone, sia uomini che donne tra i 18 e i 65 anni. Sono stati analizzati differenti aspetti, tra cui il livello di fiducia verso le fonti di informazione, la familiarità con i computer e la conoscenza generale dell’AI. E’ emerso che in media, gli uomini sembrano meno preoccupati rispetto alle donne per quanto riguarda l’AI. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che gli uomini, spesso, lavorano più in ambiti tecnologici, sviluppando una maggiore confidenza con tali strumenti. Le donne, invece, mostrano una più elevata attenzione alle questioni etiche e sociali, con la conseguente tendenza a essere più prudenti.
Inoltre, anche la personalità possiede un ruolo decisivo. Infatti, coloro che tendono a fidarsi poco degli altri, sono anche più diffidenti verso le nuove tecnologie. Per questo motivo, i ricercatori sottolineano quanto sia importante insegnare a tutti, in modo semplice e chiaro, cosa sono davvero queste tecnologie, come funzionano, quali vantaggi offrono e quali limiti possiedono. Solamente così le persone sono in grado di farsi un’opinione consapevole, senza timori infondati e anche senza ingenuità.
Il futuro dell’Intelligenza Artificiale non dipenderà solamente dai progressi tecnici, ma anche da quanto saremo capaci di capirla, discuterla e utilizzarla con responsabilità e consapevolezza. Per affrontare un mondo che cambia così rapidamente, è necessario che ci sia una buona informazione e una capacità di pensare in maniera critica.
S.C.

















