La protezione dei minori nello spazio digitale è diventata una delle sfide più urgenti per il regolatore italiano. Dall’ultimo rapporto emerge che oltre il 40% dei cittadini è “molto preoccupato” per fenomeni come l’hate speech e il bullismo online, con più della metà della popolazione che dichiara di essersi imbattuta in contenuti illegali o negativi. Per rispondere a questa emergenza, l’AGCOM ha promosso con successo il “patentino digitale”, un percorso formativo che ha già coinvolto 30.000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, puntando sulla prevenzione e sulla consapevolezza civica.
Parallelamente alla formazione, l’Autorità sta implementando soluzioni tecniche rigorose per limitare l’accesso dei minori ai contenuti pornografici e violenti. In attuazione del decreto Caivano, sono state definite le modalità per l’applicazione dei sistemi di age verification, che dovranno basarsi sul principio del “doppio anonimato”. Questo meccanismo è studiato per accertare la maggiore età dell’utente senza però trasferire dati personali sensibili ai siti web o alle piattaforme di video sharing, garantendo così un equilibrio tra la protezione dei giovani e il diritto alla privacy di tutti i navigatori.
Il ruolo dell’AGCOM si estende anche al monitoraggio degli algoritmi e delle piattaforme online, con l’obiettivo di rendere l’innovazione tecnologica compatibile con i diritti fondamentali della persona. Come evidenziato nella premessa della Relazione, la tecnologia non è neutrale e spetta alle istituzioni fare in modo che il suo volto resti umano e responsabile. La sfida futura sarà quella di misurare l’efficacia di questi nuovi meccanismi di segnalazione che, al momento, mostrano ancora risultati limitati, richiedendo un impegno costante per garantire che il web non diventi una zona franca per l’illegalità.
F.T.
Diritto dell’informazione
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