La Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti ha approvato il GUARD Act, un disegno di legge bipartisan che punta a introdurre nuove regole per i chatbot AI, soprattutto per proteggere i minori. Il provvedimento, presentato dai senatori Josh Hawley e Richard Blumenthal, rappresenta uno dei primi tentativi concreti di regolamentare a livello federale l’uso delle piattaforme AI negli Stati Uniti.
Il testo prevede l’obbligo, per aziende come OpenAI, Google e Meta, di introdurre sistemi di verifica dell’età per impedire ai minori di 18 anni l’accesso ad alcune categorie di chatbot, in particolare quelli definiti “AI companion”, progettati per simulare relazioni emotive o personali. Inoltre, le piattaforme avranno l’obbligo di informare chiaramente gli utenti che stanno interagendo con un modello artificiale e non con una persona reale.
Il provvedimento nasce in seguito a diversi episodi che hanno scatenato un dibattito pubblico negli Stati Uniti, tra cui casi di adolescenti che avrebbero allacciato rapporti “tossici” con chatbot conversazionali.
Parallelamente, altri senatori della Commissione Commercio hanno presentato il CHATBOT Act, che prevede account famiglia e controllo parentale obbligatorio per permettere ai ragazzi di utilizzare questi strumenti solo dopo l’ok dei genitori.
Tuttavia le critiche non sono venute meno. Diverse associazioni legate al settore tecnologico sostengono che l’obbligo di verifica dell’età possa scaturire problemi di privacy e sicurezza. L’iter legislativo è ancora lungo, ma il fatto che se ne discuta è un segnale importante: per la prima volta Washington prova a fissare dei limiti specifici all’intelligenza artificiale conversazionale.
L. P.
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