In una società consumistica, nella quale la disponibilità immediata degli oggetti risulta in primo piano, anche l’acquisto di dispositivi digitali incessantemente pubblicizzati dai maggiori marchi tecnologici diventa una sorta di obbligo. Si ritrovano molteplici, svariate forme di relazione con tali oggetti che vanno da un ricorso funzionale a questi strumenti fino a giungere talvolta a dar luogo alla dipendenza da shopping compulsivo.
Nel mondo economicamente avanzato, la disponibilità immediata di oggetti di consumo risulta quantomai basilare. Registrarsi sulle piattaforme di acquisti online per qualunque acquisto in tempi rapidissimi è ormai considerato indispensabile. L’oggetto non conta più per il suo valore d’uso e neppure per il suo valore di scambio ma piuttosto per il valore di segno di riconoscimento che giunge ad assumere.
L’acquisto online è dunque divenuto una prassi comune del nostro mondo. Si trova qualunque oggetto sui motori di ricerca; molte persone comprano sui siti dei principali centri commerciali e ricevono le merci al proprio domicilio.
Gli oggetti digitali stessi diventano un emblema di quanto viene pubblicizzato e distribuito nella società dei consumi. Diversi studi convergono tutti verso un significativo incremento degli acquisti di oggetti digitali, che si dimostrano allora al cuore dell’attuale sistema dei consumi sia sul versante del costituire uno strumento adatto ad approvvigionarsi di numerosi beni sia perché divengono oggetti anelati e bramati in quanto tali.
Per shopping compulsivo si intende la spinta ad acquistare oggetti che non hanno un valore effettivo per quel soggetto. Il risultato finale è un disinteressarsi molto rapidamente a quanto si acquista. Nelle forme più estreme e più chiaramente problematiche, l’acquisto di un nuovo oggetto non è volto a possederlo ma a regalarlo. Si tratta in pratica di una forma di dipendenza senza sostanza.
Gli oggetti entrano in una dinamica socioeconomica che porta dalla frenesia dell’acquisto a un rapidissimo utilizzo fino al doversene disfare distruggendoli.
Oggetti digitali e società dei consumi si rincorrono in un circuito dove la novità è sempre “adesso” e l’acquisto diventa un gesto quasi obbligato.
V.L.
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
Continua a seguirci!

















