Si tratta dell’immissione sul mercato di stampanti moderne, dispositivi dotati di connessione wireless, firmware e apparecchiature di tracciamento. Tuttavia, l’era delle stampanti smart porta a nuove minacce e problematiche che non devono essere sottostimate.
Ma quest’ondata di preoccupazioni a cosa è legata? Ad oggi, è diventato possibile stipulare un contratto mensile per programmare la spedizione automatica delle cartucce a casa, prima che l’inchiostro si esaurisca. Questa nuova opportunità è un solo un esempio della deriva che il fenomeno sta prendendo: infatti, è possibile affermare che le stampanti di oggi sono diventate parte dell’Internet delle cose.
Qual è il vero problema? Tutto deve connettersi. Sono molti quelli che ritengono inutile e non opportuno che le stampanti di ultima generazione seguano questa tendenza alla connessione costante, poiché il loro compito deve limitarsi alla sola funzione di stampa. Il punto nevralgico della questione è che ogni volta che dei documenti vengono mandati in stampa, vi sono in gioco numerose informazioni riservate che necessitano di essere protette. Questo vale sia a livello individuale, a uso domestico, sia per le grandi realtà aziendali, che spesso ne sottovalutano i rischi. Le imprese sono chiamate in prima linea per definire delle linee guida per l’uso sicuro delle stampanti in dotazione e per considerare accuratamente le minacce interne.
È necessario che siano implementate le funzionalità che impediscono la trasmissione, su base volontaria o involontaria, dei dati personali dei singoli soggetti a terze parti non autorizzate. Queste devono anche prevenire gli attacchi e la proliferazione del malware, così come l’utilizzo improprio da parte di accessi non autorizzati.
La direzione deve tendere verso la logica di “riduzione del danno alla privacy”: deve essere applicata sia dagli utilizzatori sia dagli ideatori delle stampanti moderne.
L.V.
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