Riconoscere i falsi con gli strumenti di Intelligenza Artificiale è diventato un tema cruciale in un’epoca in cui immagini, video, voci e testi possono essere manipolati con estrema facilità.
Può sembrare ironico come dallo stesso canale fruiscono contenuti di deepfake o false notizie ma al tempo stesso programmi efficaci per smascherarli.
L’altro lato della medaglia dell’AI combatte le produzioni falsate e lo fa nel migliore dei modi: ogni manipolazione che avviene, soprattutto nel mondo del web, lascia delle tracce. Dettagli che, se pur insignificanti, possono smascherare il trucco. Ad esempio, nei video modificati con l’Intelligenza Artificiale spesso si trovano incongruenze, dettagli del viso non simmetrici o incompatibili con la realtà.
La sfida tra chi crea falsi sempre più convincenti e chi cerca di combatterli è appena iniziata e non sembra trovare una fine.
L’ultima notizia che riguarda un nuovo metodo per smascherare i prodotti contraffatti è stata creata dall’unione tra l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato insieme alla Fondazione Bruno Kessler. Questi hanno ideato un QR che attraverso l’uso degli strumenti AI è diventato un vero e proprio strumento anticontraffazione. Come? La novità sta proprio nelle minuscole fibre che sono state inserite nell’etichetta e che nella loro disposizione casuale formando un’impronta specifica e distintiva, non ripetibile. Questi frammenti di colore rosso sono il segreto dell’innovazione che uniti a dei pigmenti visibili dai raggi UV complicano la possibilità di clonazione.
Inoltre è stata prodotta anche un app che, gestita dall’AI, analizza il codice e lo mette a paragone con quelli già presenti nel database dando una risposta veloce sullo stato del prodotto. Lo scopo sarà quello di lanciare il seguente prodotto sul mercato in particolare della moda e dell’agroalimentare, settori che si sono trovati spesso alle prese con fantomatici produttori e che hanno visto la loro merce miseramente copiata.
J.S.
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