Dopo un lungo percorso fatto di sollecitazioni e proposte, prende finalmente forma un intervento normativo destinato a rafforzare la protezione dei giornalisti nello svolgimento della loro attività professionale. Il decreto Sicurezza introduce infatti specifiche circostanze aggravanti per chi si rende responsabile di minacce, violenze o aggressioni nei confronti di croniste e cronisti, riconoscendo la delicatezza del loro ruolo e la necessità di garantire condizioni di lavoro più sicure.
Il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha espresso soddisfazione per un risultato atteso da anni, sottolineando come le nuove disposizioni possano rappresentare un deterrente concreto contro un fenomeno purtroppo ancora diffuso. Un ringraziamento viene pertanto rivolto dal Comitato al Ministero dell’Interno per aver recepito indicazioni avanzate più volte nell’ambito del Centro di Coordinamento per la Sicurezza dei Giornalisti attivo presso la Criminalpol, sede in cui il tema è stato affrontato con continuità.
Il decreto non riguarda soltanto il mondo dell’informazione. Le norme prevedono un rafforzamento delle tutele anche per insegnanti e operatori sociosanitari, categorie frequentemente esposte a episodi di violenza. In questi casi, le aggressioni potranno essere ricondotte al reato di lesioni personali ai danni di un pubblico ufficiale o agente di pubblica sicurezza nell’esercizio delle funzioni, con un aumento significativo delle pene: si va da un minimo di due a un massimo di cinque anni, con soglie che crescono ulteriormente in presenza di lesioni gravi o gravissime. Per i reati commessi all’interno degli istituti scolastici viene inoltre introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Per quanto riguarda il settore dell’informazione, la novità più rilevante è l’introduzione di una tutela penale rafforzata collegata direttamente all’attività giornalistica. Le aggravanti scatteranno nei casi di reati contro l’incolumità personale e la libertà morale commessi ai danni di iscritti all’albo, professionisti inseriti negli elenchi previsti dalla legge o direttori di testate, anche se non iscritti, quando l’episodio sia legato al loro lavoro o al ruolo di direzione. Nel disegno di legge è prevista inoltre un’aggravante specifica per i delitti dolosi contro i giornalisti, con l’obiettivo di riconoscere la particolare esposizione al rischio connessa all’esercizio della professione.
Il pacchetto di misure comprende anche interventi sulla sicurezza ferroviaria, con pene più severe per le aggressioni al personale di bordo e nuove modalità di accesso alle banche dati dei passeggeri. Un insieme di norme che, nelle intenzioni del legislatore, punta a rafforzare la protezione di chi opera in ambiti sensibili della vita pubblica e sociale, tra cui l’informazione, considerata un presidio fondamentale per la democrazia.
di Matteo Cotellessa, Giornalista professionista in Direzione Comunicazione
Mediaset e cultore della materia di Diritto dell’informazione, Diritto
europeo dell’informazione e Regole della Comunicazione d’impresa con il
Prof. Ruben Razzante (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)
Diritto dell’informazione
“Diritto dell’informazione: la bussola per orientarsi tra notizie e giurisprudenza.”
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