Con l’arrivo della stagione estiva e la pianificazione delle partenze, i cybercriminali hanno messo a punto una nuova e insidiosa strategia per colpire i viaggiatori. Sfruttando la popolarità e la fiducia riposta in WhatsApp, i truffatori stanno portando avanti una massiccia campagna di phishing che ha già fatto registrare vittime in almeno dieci nazioni. Il meccanismo è studiato nei minimi dettagli: gli utenti ricevono messaggi apparentemente legittimi da parte di account che utilizzano loghi, immagini e nomi di hotel o resort realmente esistenti, spesso proprio quelli presso cui i malcapitati hanno effettuato o stavano valutando una prenotazione.
L’inganno si focalizza su finte emergenze burocratiche o problemi amministrativi legati al pagamento del soggiorno. Nel testo del messaggio, i malfattori sollecitano la vittima a regolarizzare la propria posizione o a confermare i dati della carta di credito per evitare la cancellazione immediata del viaggio. Per rendere la trappola ancora più credibile, viene inserito un link che rimanda a piattaforme web clone, del tutto identiche a quelle dei circuiti di prenotazione ufficiali. Una volta inserite le credenziali bancarie all’interno di questi portali specchietto, i criminali informatici riescono a sottrarre centinaia di euro in pochi istanti.
Difendersi da questa ondata di attacchi richiede una soglia di attenzione elevata e il rispetto di alcune regole fondamentali. È bene ricordare che nessuna struttura alberghiera e nessun intermediario richiede aggiornamenti di dati sensibili o pagamenti urgenti tramite canali di messaggistica istantanea non verificati. In caso di messaggi sospetti, l’approccio più sicuro consiste nel non cliccare mai sui collegamenti ricevuti e nel contattare direttamente l’hotel utilizzando esclusivamente i canali telefonici ufficiali, così da verificare la reale situazione ed evitare brutte sorprese prima della partenza.
F. T.
Diritto dell’informazione
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