I potenti processori e gli altri componenti all’interno dei server usati per addestrare e usare le AI generano grandi quantità di calore, e devono essere raffreddati per evitare che le alte temperature li danneggino. Alcuni data center utilizzano sistemi a circuito chiuso, con acqua che scorre all’interno di tubi e viene raffreddata in torri di raffreddamento o tramite scambiatori di calore, minimizzando la quantità di acqua consumata. Altri impianti impiegano tecniche di raffreddamento evaporativo, dove una parte dell’acqua viene nebulizzata e fatta evaporare per abbassare la temperatura, con la sua conseguente perdita nell’atmosfera.
In molti calcoli e stime, l’acqua consumata direttamente dai data center non è l’unica a essere presa in considerazione. L’acqua viene infatti consumata anche nei processi di produzione dell’energia elettrica, soprattutto nel caso delle centrali che la impiegano per raffreddare le loro apparecchiature e produrre il vapore che aziona le turbine. Secondo alcune stime, l’uso indiretto di acqua per i data center dedicati alle AI costituisce circa l’80% del consumo totale di acqua del settore.
Alcune ricerche recenti hanno provato a stimare il consumo globale d’acqua dei data center dedicati alle AI, ottenendo valori che variano da poche centinaia a oltre 600 miliardi di litri annui. Un approfondito rapporto di Bloomberg ha comunque segnalato che circa due terzi dei nuovi data center costruiti a partire dal 2022 si trovano in aree interessate da siccità o altro stress idrico, con disponibilità altalenante di acqua per le comunità che vivono in quelle zone.
Fare stime accurate sul consumo d’acqua non è solo difficile per la grande quantità di variabili, ma anche per la scarsa trasparenza da parte delle grandi aziende delle AI. Sebbene producano periodicamente rapporti sulla sostenibilità, queste aziende non diffondono dati precisi sul consumo energetico e idrico dei loro modelli più popolari. Di conseguenza la stragrande maggioranza delle persone utilizza strumenti il cui impatto sul pianeta è quasi completamente sconosciuto.
V.L.
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